Rick Rubin: 'Il music business ha un grande futuro'




Rick Rubin: 'Il music business ha un grande futuro' 23 giu 2011 - L'industria musicale? Ha davanti a sé un futuro radioso. Lo sostiene il discografico più controcorrente, carismatico e discusso che ci sia, il copresidente della Columbia Records Rick Rubin, che mentre si gode il successo planetario di "21" di Adele (per cui ha prodotto cinque canzoni) continua a lavorare in studio con artisti della più varia specie, e anche sotto contratto con altre etichette (appena completate le registrazioni di "I'm with you" dei Red Hot Chili Peppers, ha in agenda i nuovi dischi di Metallica, Linkin Park e Avett Brothers, con opzioni anche sui prossimi Kid Rock e ZZ Top).


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  "La gente, oggi, ama la musica più di quanto abbia mai fatto in passato. Ed è disposta a pagarla" è il suo parere, espresso in un'intervista a Billboard. "Si tratta solo di trovare il modo migliore perché questo succeda... Credo che continueremo a voler ascoltare gli album dei nostri artisti preferiti. Mentre di altri, che pure ci piacciono, forse ci basteranno i singoli. Non credo che le cose funzioneranno in un modo univoco. Penso invece che il pubblico avrà molte più scelte ed opzioni su come assorbire la musica, e auspicabilmente le etichette discografiche arriveranno al punto in cui il loro compito consisterà nel servire gli ascoltatori invece di cercare di restare aggrappate a un vecchio modello. Se si metteranno al servizio della gente, la musica diventerà un grosso business. Più grosso di quanto sia mai stato prima". La parola magica, anche per Rubin, è "user experience": "Si tratta di pensare meno a quanto questo atteggiamento possa condizionare i risultati di breve periodo e di fornire alla gente un servizio di cui non può fare a meno. "Ho sempre pensato che fare gli interessi degli artisti, nel lungo termine, avvantaggi anche noi", continua Rubin. "E che in passato l'atteggiamento tipico delle etichette sia stato di contrapposizione: a me sembra un'idea obsoleta. Non parlo della Columbia in particolare ma di tutte le case discografiche. Lavoro con tutte le etichette come produttore, ho modo di interagire con loro e di capire che cosa succede". Il guru della Sony Music non entra più in dettaglio anche perché, insiste, alla Columbia il suo è un ruolo creativo e non manageriale. "Mi comporto come quando sono in studio a produrre un disco: scambio opinioni, cerco di essere onesto e di dire la verità. In pratica, sono come un allenatore".


TAGS: Adele, Avett Brothers, Billboard, Columbia, industria musicale, Kid Rock, Linkin Park, Metallica, Red Hot Chili Peppers, Rick Rubin, Sony Music, ZZ Top

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