Concerti: Vasco Rossi, la recensione dello show di San Siro




Concerti: Vasco Rossi, la recensione dello show di San Siro 17 giu 2011 - Vasco Rossi a San Siro è sempre e comunque una certezza. Potrebbe essersi ormai abituato al bagno di folla e al coro che parte tra una canzone e l’altra e lo incita con l’ormai famoso “olè olè olè, vasco vasco”… potrebbe, certo, ma non lo fa. E’ consapevole della sua grandezza, ma non si lascia smuovere dal suo essere perfezionista, e da bravo artista quale è si presenta sul palco dello stadio Giuseppe Meazza alle 20.30 in punto, roba da non crederci. “E invece, eccola qua…” la rockstar di Zocca, con il suo immancabile berretto e quegli occhi vispi contornati da una faccia furba e un po’ stanca, che porta i segni degli anni che passano ma che donano a Vasco un tocco di fascino e saggezza in più.
Il concerto comincia con le canzoni del nuovo disco, “Sei pazza di me”, “Non sei quella che eri” e “Starò meglio di così”: “Questo non è un tour celebrativo.
Questo tour si chiama ‘Vivere o niente’ ed è dedicato alle canzoni di uno splendido disco”, dopo di che Vasco fa un salto nel passato e attacca con “Giocala”, dall’album “Bollicine” del 1983. Dopo qualche altro momento revival, neanche troppo remoto con “Rock’n'roll show” e “Siamo soli”, la prima parte del concerto rimane incentrata sui nuovi brani come “Dici che”, “Vivere o niente” e “Manifesto futurista della nuova umanità”: “Vivere o no. Se uno non vive sta un po’ così, a volte bene, a volte male. Se uno vive, invece, deve fare delle scelte, e le scelte a volte sono rischiose, ma sbagliando si impara ed è così che ci si sente vivi. La libertà va difesa a costo di morire”. Con queste parole, dette come solo Vasco può fare, con mille pause, ammiccamenti al pubblico, occhi sgranati e parole trascinate, il rocker lascia il palco per un intermezzo musicale che vede protagonista sul finale la chitarra di Stef Burns.
La seconda parte del concerto prende il via con “Alibi”, ma è con “Gli spari sopra” che il pubblico, da quasi un’ora sotto la pioggia battente, entra nel vivo del concerto. A seguire la travolgente “Non l’hai mica capito” durante la quale Vasco guarda il pubblico delle prime file e dice: “Molti di voi non erano mica nati quando ho scritto questa canzone… In realtà è talmente vecchia che prima è nata la canzone e poi sono nato io”. Si prosegue con altri due brani del nuovo disco, “Aquilone” che sul finale – come nel disco – regala un assaggio di “Vado al massimo”, e il primo singolo, la canzone che tutti aspettavano, “Eh già”, con quel sax che ricorda molto le atmosfere di “Cosa succede in città” del 1985 e il ritornello che coinvolge tutti “Col cuore che batte più forte la vita che va e non va”. Arriva il momento che fa saltare in piedi tutti quanti, il medley con “Rewind”, “Ti prendo e ti porto via”, “Gioca con me” e “Delusa”. La passerella allestita a San Siro si trasforma in una pista da ballo per ospitare le ballerine in body colorati che sfidano la pioggia e portano a casa un’ottima esibizione: “Brave, belle. Belle, brave… belle insomma”, dice Vasco con quel suo tono, “Abbiamo voluto provare, è un esperimento nuovo”, sempre riferito alle ballerine, “Magari c’è a chi piace e a chi non piace. Ognuno è libero poi di pensare come vuole… a noi piace”.
“Canzone” regala a tutto il pubblico un tuffo nei ricordi, un’emozione che sale a fior di pelle e che – per chi ci crede ancora – fa inumidire gli occhi, specie se a cantare quelle parole è un Vasco che entra nella parte, che chiude gli occhi e si lascia trasportare dal coro dei fan. Dopo “Vivere non è facile” arriva il momento acustico dove Vasco imbraccia la chitarra e da solo sul palco, sopra a una pedana posizionata sulla passerella vicino al pubblico, intona “Tango (della gelosia)” e da vita ad uno dei momenti più intensi di tutto il concerto cantando ed emozionandosi lui stesso con “Sally”.
Il rocker su questo brano si guarda in giro, come se quasi si sentisse intimidito lì da solo davanti a tutta quella gente. Il pubblico quasi gli copre la voce e allora lui scandisce bene le parole, le recita quasi, le mima con gli occhi, con le espressioni, con le sue pause… Vasco c’è, eccome se c’è, e non è solo, infatti dopo la splendida “Guarda dove vai” (unico inedito presente nel doppio album dal vivo “Fronte del palco” uscito nel 1990) si esibisce in “Un senso” e presenta la band: Matt Laug alla batteria (“il batterista dei miei sogni”), Andrea Rocchetti, pianoforte e tastiere (“una colonna umana e bestiale, anzi, più bestiale”), Andrea Innesto al sax (“lui piace molto alle ragazze… è il miglior sassofonista d’Italia”), Frank Nemola, tromba e tastiere (“uno che suona di tutto e fa anche cose strane”), Clara Moroni, vocalist (“lei potrei anche non presentarvela, è sempre la più bella”), Stef Burns alla chitarra (“lui è il nostro chitarrista innamorato, si è appena sposato con Maddalena, non ho mai visto una coppia così bella… faccio tanti auguri a tutti e due e anche alla creatura che nascerà tra poco. Volevo sposarlo io”), Claudio Golinelli al basso (Vasco si scorda quasi di presentarlo e lo apostrofa con il suo soprannome), Maurizio Solieri, chitarra (“lui invece è la chitarra imbestialita”) e un saluto al mai dimenticato Massimo Riva: “Ciao Massimo”, urla al cielo Vasco, “sei sempre con noi, viva Massimo Riva”.
Lo show termina con “Vita spericolata” (“Ognuno in fondo perso dentro al suo facebook”, canta il Blasco) e con l’immancabile “Albachiara” che incendia i cuori di tutti e fa alzare a chiunque, giornalisti, fan, addetti alla sicurezza, mis credenti e fanatici, le braccia al cielo. Vasco può farlo, Vasco fa parte della vita di tutti, che lo si voglia o meno.

(Daniela Calvi)

“Sei pazza di me”
“Non sei quella che eri”
“Starò meglio di così”
“Giocala”
“Rock ‘n’ roll show”
“Dici che”
“Vivere o niente”
“Manifesto futurista della nuova umanità”
“Siamo soli”
“Alibi”
“La fine del millennio”
“Gli spari sopra”
“Non l’hai mica capito”
“L’aquilone”
“Eh già”
Medley: “Rewind”, “Ti prendo e ti porto via”, “Gioca con me”, “Delusa”
“Canzone”
“Vivere non è facile”
Vasco con chitarra acustica: “Tango (della gelosia)”, “Sally”
“Guarda dove vai”
“Un senso”
“Vita spericolata”
“Albachiara”


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TAGS: albachiara, Concerto, Live, Milano, recensione, Reports, REWIND, San Siro, Vasco Rossi, Vivere o niente

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