Concerti, Afterhours: la recensione dello show di Berlino




Concerti, Afterhours: la recensione dello show di Berlino 08 giu 2011 - Solo qualche mese fa, per la precisione a marzo, uno dei nomi storici del rock made in Italy come i Litfiba, tenne un infuocato concerto in quel di Berlino. Il pubblico, come era lecito aspettarsi, era composto nella quasi totalità da italiani. Proprio in quell’occasione spuntarono dei manifesti che annunciavano l’arrivo nel mese di giugno di un’altra band simbolo del rock italiano, quelli Afterhours da molti anni tra i capostipiti della scena indipendente del Belpaese. La serata è arrivata, e si tiene al Magnet Club, un piccolo tempio per l’indie-rock berlinese. Il clima dentro al locale è torrido e sono le 21 quando l’ottima Marta Collica (che risiede ormai da qualche anno in città) intrattiene i primi arrivati. La sala si riempie lentamente e quando scocca l’ora degli After ci sono un centinaio di persone circa. La prima sorpresa è scoprire che con Agnelli, Prette, Dallera, D’Erasmo e Ciccarelli, c’è anche lo storico chitarrista Xabier Iriondo, rientrato nella line-up per alcune date nell’estate del 2010 ed ancora presente al fianco della band. Si comincia con un brano provocante come “Estate” tratto da “Non è per sempre” cui seguono diverse canzoni in inglese tratte da “Ballads for little hyenas”, versione anglosassone di “Ballate per piccole iene”: “White whidow” (“La vedova bianca”), “The thin white line” (“La sottile linea bianca”), “Andrea’s birthday” (“Il compleanno di Andrea”) e “Judas’ blood” (“Il sangue di Giuda”). Brani che in inglese funzionano bene, come già su disco. Però il pubblico (composto da compatrioti) li vorrebbe cantati nella madrelingua, (perchè è così che li hanno amati ed imparati a memoria) e non perde occasione di urlarlo ad Agnelli (significativo un “Facci sentire a casa!”). La band torna all’italiano con  “Le verità che ricordavo” e “Milano circonvallazione esterna” (tratte ancora da “Non è per sempre”), “Pochi istanti nella lavatrice (da “I Milanesi ammazzano il sabato”), la splendida “Bye bye Bombay”, cantata a squarciagola dal pubblico (strappando anche un sorriso a Manuel) e “Quello che non c’è” (che invece chiude il secondo bis e di conseguenza lo show), entrambe dall’omonimo album. Insomma, gli Afterhours sono sempre una garanzia di uno show rock carico ed emotivo, anche fuori dalla “comfort zone” di un concerto in Italia. Spiace soprattutto per la durata breve del set (poco più di un’ora) e per la poco nutrita presenza di pubblico internazionale che gli After avrebbero sicuramente saputo conquistare. (Ercole Gentile)


… Leggi l'articolo originale …

TAGS: Afterhours, Berlino, Concerti, Live, magnet club, recensione, Reports

Afterhours
Tutto su Afterhours

Dopo il debutto con il mini CD ALL THE GOOD CHILDREN GO TO HELL, nel 1990 esce l’album d’esordio… leggi tutto >


COMMENTA QUESTA NOTIZIA


 disclaimer il tuo commento apparirà su questa pagina entro un minuto
'Voglio portare la musica pop a un livello più profondo. E voglio mostrare parti di me che la gente non ha ancora visto.'
chi l'ha detto?
buon compleanno
Bruce Cockburn
accadde oggi
Esce il singolo dei Sex…




Concerti, DJ Shadow: la recensione dello show di Milano

Concerti, DJ Shadow: la recensione dello show di Milano


CONTINUA A LEGGERE >

Rockol - La musica online: news, concerti, artisti, classifiche, vendita biglietti cd dvd musicali