Concerti, Meat Puppets: la recensione dello show di Brescia
24 mag 2011 - Data storica per Brescia: al Latte Più passano i Meat Puppets. Seguono alcune considerazioni preliminari, giusto per fare il punto della situazione. Il 24 marzo del 2006, Curt Kirkwood lancia un sondaggio sulla sua pagina myspace: “A qualcuno può interessare la reunion della formazione originale dei Meat Puppets?”. Piovono commenti a dirotto e la seconda reunion ufficiale nel giro di venticinque anni diventa realtà, sebbene solo per due terzi (niente Derrick Bostrom, sostituito provvisoriamente da Ted Marcus). I Meat Puppets, quelli di “Meat Puppets II”, “Up on the sun”, “Mirage” e via dicendo, esistono ancora. Quei Meat Puppets che piacevano tanto a Kurt Cobain, tanto da inserire ben tre pezzi (“Lake of fire”, “Plateau” e “Oh me”) nella scaletta dell’immenso “Unplugged” dei Nirvana. Nel 2011 i fratelli Kirkwood pubblicano un album di inediti intitolato “Lollipop”, tredicesimo in carriera, a quasi trent’anni di distanza dall’esordio eponimo. Trent’anni, in pratica una vita. Il set di Brescia è obiettivamente una data storica per la città, ma forse lo è più per me. Tanto importante da, non me ne vogliano, trascurare i Dandies quasi nella loro interezza. La domanda a questo punto nasce quasi spontanea: trent’anni, tredici album e due reunion sulle spalle. Che cosa resta dei Meat Puppets? Condivido le mie perplessità con una platea relativamente attempata. Spunta qualche chioma argentata e una discreta quantità di magliette griffate Sub Pop. Poco importa che i Meat Puppets non abbiano mai pubblicato con la Sub Pop (fondata nel 1986…). Quello che conta è lo spirito, il tentare di rievocare altri tempi che oramai non ci sono più. I tempi dell’indie, dell’hardcore, dei Minutemen e degli Hüsker Dü, quando ancora il grunge doveva nascere, crescere e morire. Curt e Cris Kirkwood salgono sul palco intorno alla mezzanotte, accompagnati dal fido Shandon Sahm dietro ai tamburi. Il set dura la bellezza di un’ora e quaranta abbondante. Un set solido, aggressivo, meravigliosamente country, alternative, hardcore, a tratti lisergico e fondamentalmente un sacco divertente. Curt e Cris (il più sudato in assoluto) si divertono, si cercano e si trovano a meraviglia, lontani anni luce dal fare la figura dei bolliti in cerca di redenzione. In un susseguirsi di assoli sbilenchi e tirate di basso grondanti sudore a fiumi, arrivano in fila: “I’m a mindless idiot”, “Touchdown king”, le acclamatissime “Plateau” e “Up on the sun”, “Comin’ down”, “Sam”, “The monkey and the snake”, “Oh me”, “Backwater”, “Hot pink” (meravigliosa) e “Hey baby que paso”. Arrivati dove sono ora, i Meat Puppets se ne sbattono altamente della forma e badano ovviamente alla sostanza. Curt Kirkwood: “Abbiamo mai suonato a Brescia prima d’ora? Non ne ho davvero idea. I don’t care at all. Thank you very much”. “Lake of fire”, tirata all’inverosimile, è lanciata da una cover (accennata per scherzo da Curt e immediatamente ripresa da Cris) di “Sloop John B” dei Beach Boys, una combinazione letale ed esaltante. Doppio encore, con la strumentale “Seal whales” e “Lost” (quinto pezzo pescato da “Meat Puppets II”) messe sul piatto al primo rientro e la cover del classicone di Freddy Fender “Wasted days wasted nights” al secondo (cercato e voluto con insistenza dalla affettuosissima, anche se non troppo popolata, platea bresciana) e fine dei giochi. Curt esce dal minuscolo backstage pochi minuti dopo la fine del set per firmare autografi e scattare qualche foto. Che cosa chiedere di più? I Meat Puppets sono vecchi, si vede ed è inutile negarlo, ma hanno dimostrato di meritare (e reggere) ancora un palco, e questa è stata in assoluto la conferma più importante. Non avranno più lo smalto dei primi tempi, ma poco importa: loro se la godono e fanno benissimo. Chi è venuto per sentire i tre pezzi grazie ai quali probabilmente raccolgono ancora gente ai concerti – perché la sensazione, alla fine della fiera, purtroppo è questa – ergo “Lake of fire”, “Plateau” e “Oh me”, è stato ampiamente accontentato. Per quanto mi riguarda lascio il Latte Più con una foto di me e Curt Kirkwood abbracciati, felici e coperti di sudore dopo un live che fino a ieri marciva nella lista dei desideri di una vita. Avevo quindici anni quando sono tornato a casa con “Meat Puppets II” nella borsa. Da allora non l’ho più mollato.(Marco Jeannin)
SETLIST
“I’m a mindless idiot”
“Touchdown king”
“Plateau”
“Up on the sun”
“Comin’ down”
“Sam”
“The monkey and the snake”
“Oh me”
“Backwater”
“Hot pink”
“Hey baby que paso”
“Sloop John b” (Beach Boys cover)
“Lake of fire”
Encore 1
“Seal whales”
“Lost”
Encore 2
“Wasted days wasted nights” (Freddy Fender cover)
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TAGS: Brescia, Concerti, latte più, Live, Meat Puppets, recensione, Reports
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