Trotta dopo l'assoluzione: `A Milano la musica ha bisogno di nuove strutture´




Trotta dopo l'assoluzione: `A Milano la musica ha bisogno di nuove strutture´ 28 apr 2011 - "22 volte moderatamente soddisfatto". Così si è definito Claudio Trotta quando lo scorso 19 aprile è stato prosciolto anche in appello dalle accuse mossegli dal pubblico ministero milanese e dai comitati di quartiere per l'ormai celebre vicenda dei "22 minuti", quel fatidico sforamento di orario durante il concerto di Bruce Springsteen allo stadio Meazza di San Siro il 25 giugno 2008. Un caso che lo ha portato in tribunale con un'accusa di disturbo della quiete pubblica e una richiesta di 30 giorni di carcere e circa 150.000 euro di provvisionale.
Oggi a quelle dichiarazioni a caldo dopo la vittoria in aula, Trotta ha altro da aggiungere. "Quando ho detto quella frase intendevo dire che ero contento per me, anche perché così non dovrò pagare di tasca mia, ma anche amareggiato per il nostro paese. Il fatto che si arrivi ad occupare tempo e risorse della giustizia italiana per una cosa del genere lo trovo a prescindere abbastanza `suggestivo´", confessa il numero uno di Barley Arts al telefono con Rockol. E aggiunge: "Questa vicenda però è solo il pezzo di un puzzle più grande: nel nostro paese non si riconosce la giusta dignità alla musica popolare contemporanea, questo è il vero problema. Non c'è una legge che la regoli, non ci sono strutture pubbliche che la ospitino. E spesso i concerti sono intrappolati tra i limiti del volume e quelli dell'orario, limiti che penalizzano in modo inaccettabile sia gli artisti che il pubblico".
Ma qual è la soluzione a questo problema, in particolare a Milano dove negli ultimi anni la musica live fatica a trovare nuovi spazi in grado di ospitarla? Secondo Trotta basta prendere esempio dall'estero e creare dei centri culturali polifunzionali dedicati solo alla musica popolare. "La mia proposta è molto semplice: uno stadio e un palazzetto dello sport adatti ai concerti ci sono già: San Siro e il MediolanumForum di Assago. Ma manca un edificio progettato e costruito solo per la musica popolare contemporanea: una struttura che sia contemporaneamente sala concerti, sala prove, nastroteca e in generale un luogo di aggregazione per i giovani e non solo. Il modello è quello degli Zenith francesi, che sono pagati con i soldi dei cittadini e hanno l'obiettivo di fornire un servizio pubblico gratuito. E non mi parlino del Teatro degli Arcimboldi o dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, che sono strutture stupende ma non pensate per il nostro genere di concerti: non possiamo continuare ed essere ospiti di luoghi privati, servono strutture che appartengono a tutti. Per questo ho deciso di candidarmi per il consiglio comunale di Milano nella lista civica di Milly Moratti che appoggia il candidato sindaco Giuliano Pisapia. Ho grande stima dell'assessore Giovanni Terzi che mi ha sempre sostenuto anche durante il processo, ma penso che a Milano e all'Italia serva un cambio di marcia", sostiene il promoter.
La musica popolare è troppo sacrificata, questo è insomma il parere del numero uno di Barley Arts. Anche e soprattutto a Milano, nonostante il suo impegno e di chi come lui opera nel settore. "Tante cose fatte negli ultimi anni sono merito soprattutto degli imprenditori privati e le amministrazioni locali, sia di destra che di sinistra, a mio avviso non hanno fatto abbastanza. Bisognerebbe superare la filosofia dell'eventismo, quella dei concerti `gratuiti´ che in realtà non sono tali perché vengono pagati con i soldi dei contribuenti. Una scelta che toglie risorse a tutti gli altri eventi, spesso a quelli più di nicchia, e che regna purtroppo in tutto il paese. Servono nuove idee per mettere l'Italia al passo con il resto del mondo. Ne hanno bisogno il pubblico, gli artisti e chi come me fa l'imprenditore da 35 anni", conclude Claudio Trotta.

 


TAGS: 22 minuti, amministrative milano, Barley Arts, Bruce Springsteen, Claudio Trotta, Concerto, Giuliano Pisapia, industria musicale, milly moratti, processo, San Siro

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