USA, minacce omofobe a Lil B
26 apr 2011 - Lui, eterosessuale, ha intitolato il suo nuovo album "I'm gay" per sostenere la lotta contro ogni forma di discriminazione sessuale e - in cambio - ha ricevuto minacce di morte e diverse centinaia di messaggi di disapprovazione. E' successo a Lil B, rapper americano che settimana scorsa, sul palco del festival
Coachella, ha annunciato il titolo del suo nuovo album. Da allora è successo di tutto: "La gente ha iniziato a scrivermi cose come 'vorrei ficcarti la testa nel cesso, brutto f*ocio"' o - peggio - 'verrò a ucciderti", ha raccontato lui: "Grazie al cielo la maggior parte dei miei fan ha compreso e supportato la mia scelta. Qualcuno, però, si è risentito, scrivendomi messaggi come 'non comprerò mai più i tuoi dischi". L'intento del cantante era chiaro: la provocazione non riguardava la sua sessualità, ma la difficoltà che lesbiche ed omosessuali incontrino ancora nei civilissimi Stati Uniti. "Sì, sono davvero gay", ha detto Lil B, tra il serio e il faceto: "Sono gay ma amo le donne. Non sono mai stato attratto dagli uomini, e mai lo sarò, ma sì, sono gay e sono molto contento". La boutade dell'artista non ha però suscitato gli entusiasmi della Gay and Lesbian Alliance Against Defamation, associazione contro la discriminazione della comunità omosessuale, che per mezzo di un portavoce ha fatto sapere: "Lil B è un grande cantante e autore, conosce il peso che hanno le parole e sa quanto esse possano suscitare reazioni di forte odio e intolleranza: speriamo che la sua non sia solo una trovata pubblicitaria ma una vera e propria presa di posizione".
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