Concerti, Dum Dum Girls: la recensione dello show di Milano




Concerti, Dum Dum Girls: la recensione dello show di Milano 21 apr 2011 - La Salumeria apre alle nove. Serata tranquilla, poca gente fino quasi alle dieci quando attaccano i Vermillion Sands, band nostrana in tour a supporto delle Dum Dum Girls per le date di Zurigo, Ljubljana, Milano (ovviamente), Roma e Bologna. Una buona vetrina per i ragazzi di Treviso guidati da Anna Barattin, quaranta minuti e rotti di garage pop “costretto” tra le quattro mura del locale milanese. Poco prima delle undici salgono sul palco, in reggicalze super sexy d’ordinanza, le quattro signorine di Los Angeles: Kristin Gundred alias Dee Dee Penny in testa, seguita da Jules, Bambi e Sandy. Giusto il tempo di darsi una sistematina sul palco e il set attacca senza troppi preamboli. Un set di una cinquantina di minuti scarsi, con tredici pezzi in scaletta pescati dal disco d’esordio marcato Sub Pop “I will be” e dai due EP finora pubblicati, “Yours alone” del 2008 e “He get me high” uscito giusto quest’anno. Un set senza infamia e senza lode. Nessuna scena particolare da raccontare (se si esclude lo strepitoso “show nello show” di un fan scatenato lanciato in ballo solitario per tutta la durata del set), nessun aneddoto gustoso da mettere agli atti. Le Dum Dum Girls sono salite sul palco della Salumeria, hanno suonato i loro pezzi in scioltezza per poi andarsene con un solo “grazie” all’attivo. I momenti migliori? Senza dubbio i due inediti “Teardrop on my pillow” e “Lavender haze”, accolti da un paio di cenni d’approvazione in platea e suonati con un buon entusiasmo, la bella “Hey Sis” presa dal primo EP, e la conclusiva “Rest of our lives”. Niente encore – chi sperava di sentire la cover degli Smiths “There is a light that never goes out”, vedi il sottoscritto, è rimasto sostanzialmente deluso – e tutti a casa intorno alla mezzanotte. Le Dum Dum Girls sono potenzialmente una band intrigante, non solo per la presenza fisica e il portamento delle quattro ragazze sul palco, dark ladies con tutti i requisiti in regola, ma anche per la bontà del materiale in repertorio. E’ però un discorso ancora ipotetico: la data milanese è stata un po’ un colpo a salve. Niente di sbagliato sia ben chiaro, ma un filo in più di partecipazione avrebbe senza dubbio giovato, vuoi per stabilire un contatto più diretto e “accendere” il pubblico a dovere, vuoi per ottenere una performance se non memorabile, quantomeno sentita. Mettiamola così: ieri sera le Dum Dum di Dee Dee hanno fatto solo Dum. La prossima chissà.
  (Marco Jeannin)
  SETLIST
  “He gets me high”
  “Hey Sis”
  “Catholicked”
  “I will be”
  “Bhang Bhang, I’m a burnout”
  “Take care of my baby”
  “Jail la la”
  “It only takes one night”
  “Wrong feels right”
  “Teardrops on my pillow”
  “Everybody’s out”
  “Lavender haze”
  “Rest of our lives”
 


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TAGS: Concerti, Dum Dum Girls, Live, Milano, recensione, Reports, salumeria musica

Dum Dum Girls
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