Concerti, Adele: la recensione dello show di Milano




Concerti, Adele: la recensione dello show di Milano 31 mar 2011 - Per quei pochi che ancora non lo sapessero Adele è quel giovane fenomeno nativo di Londra che sta dominando e strapazzando in maniera alquanto imbarazzante le classifiche di vendita inglesi e statunitensi. Il suo pop-soul che si spinge dal migliore cantautorato femminile fino ai desolati territori del nero blues sembra essere, qui ed ora, la musica giusta al posto giusto nel momento giusto e Milano ha risposto presente all’appuntamento mandando sold out l’Alcatraz. La portata dell’evento mi si è materializzata in tutta la sua importanza ancora prima di varcare l’ingresso del locale: già a qualche centinaio di metri dal botteghino sono stato avvicinato da un ragazzo con un eloquente cartello I NEED TICKETS mentre anime disperate e vaganti alla ricerca del prezioso tagliando si sentivano sparare prezzi a tre cifre – sentito un 120 euro da far venire la pelle del cappone – da quei veri e propri barracuda chiamati bagarini che sentivano forte forte, per una notte, l’odore del sangue. Alle 21.20 si chetano le luci e un pianista solitario introduce “Hometown glory”, nascosta dalle quinte la voce di Adele (veramente impressionante) intona “I’ve been walking in the same way as i did…” per poi raggiungere, circa un minuto più tardi, il centro del palco e portare a termine la canzone: piano e voce, una partenza da brividi, un piano da brividi, una voce da brividi. “Don’t you remember” e “Set the fire to the rain” mettono in risalto le capacità di una band che asseconda al meglio le mille sfumature vocali della ragazza. Le luci si attenuano nuovamente, Adele imbraccia una chitarra, si accuccia su uno sgabello e, rimasta sola, propone “Daydreamer”. Mi ritrovo a pensare che questa ventiduenne abbia classe da vendere e che ogni canzone sin qui proposta sarebbe un potenziale singolo, ne ho un’impressione ancora migliore di quanto già non mi avesse colpito su disco. “Rumour has it”, a mio parere è uno dei momenti migliori e più coinvolgenti della serata quando, mollati gli ormeggi, band e vocalist dispiegano tutta la loro grinta. Le rispettose cover di Cure (“Lovesong”) e Bob Dylan (“Make you feel my love”) vengono intervallate dal suo primo successo “Chasing pavements”. Un minuto appena di fuori scena per tornare là dove si era iniziati e chiudere idealmente il cerchio con i soli piano e voce per una stupefacente “Someone like you”, prima del gran finale con la superhit “Rolling in the deep”. Sono trascorsi 75 minuti, Adele saluta sorridente, soddisfatta e, pare, anche un poco emozionata. La prova è superata a pieni voti. Per essere perfetta manca un pizzico di presenza scenica – ma giusto un pizzichino -, ma comunque gran concerto!
  (Paolo Panzeri)
  SETLIST
  Hometown glory
  I’ll be waiting
  Don’t you remember
  Turning tables
  Set the fire to the rain
  Daydreamer
  Steel drivers
  My same
  Take it all
  Rumour has it
  Right as rain
  One and only
  Love song
  Chasing pavements
  Make you feel my love
  ENCORE
  Someone like you
  Rolling in the deep
 


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TAGS: Adele, Alcatraz, Concerti, Live, Milano, Reports

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