Concerti, Verdena: la recensione degli show di Brescia




Concerti, Verdena: la recensione degli show di Brescia 15 mar 2011 - Nel 1997 avevamo tredici anni di meno. I Verdena erano una novità, in tour a Brescia per presentare alcuni pezzi incisi su demo e in procinto di esordire con l’eponimo “Verdena”. Roberta girava ancora con la tracolla zebrata del basso e le occhiaie di Luca e Alberto erano un po’ meno pronunciate di come lo sono adesso. Oggi i Verdena sono una band da sold out, che si tratti di Milano, Roma o Brescia. Doppia data al Latte Più, per un totale di circa milleseicento presenze chiamate a raccolta dallo strepitoso successo di “Wow”, un fenomeno che sta assumendo lentamente contorni nazional popolari, propagandosi a macchia d’olio in tutta la penisola. I live dei Verdena promettono fuoco e fiamme, con scalette che si aggirano intorno ai ventisei, ventisette pezzi manco stessimo parlando di Bruce Springsteen all’Olimpico di Torino. La sensazione? Quello di “Wow” è Il Tour dei Verdena, quello con “I” e “T” maiuscole. Si dirà: “I Verdena? Eh, io li ho sentiti ai tempi di Wow…”. Grandi attese dunque per il trio di Albino, fattosi quartetto con l’aggiunta di Omid Jazi giusto per dare corpo al sound e rendere giustizia a un album come “Wow”. Doppia data in quel di Brescia si diceva, e immancabile doppio sold out anche in terra “teoricamente” ostile (retaggio calcistico) ai bergamaschi, ma in realtà da sempre molto vicina ad Alberto e soci. Segue un breve resoconto di entrambe le serate, due date molto diverse sebbene accomunate dalla stessa location e da una platea tendenzialmente simile. Sabato 12. Inizio concerto schedulato per le dieci e trenta. Poco prima delle undici attaccano i Torquemada a fare da spalla e i Verdena salgono sul palco verso mezzanotte, dopo un interminabile cambio palco. Di sabato si può parlare come di una di quelle serate in cui già alle prime battute ti rendi conto che c’è qualcosa che non gira. La prima ora di concerto è martoriata da una serie di problemi tecnici che rendono nervoso Alberto, notoriamente pignolo nel suo mestiere, rendendo disomogeneo il live. Un viavai quasi continuo di tecnici alle prese con un sound che non ha intenzione di ingranare: servono tre false partenze (accompagnate da altrettante occhiatacce di Alberto) prima di poter sentire “Nuova luce”. La band è nervosa, è chiaro, non soddisfatta della prestazione. La maggior parte della platea sembra però non preoccuparsi dei problemi on stage: la predisposizione è talmente buona che i Verdena potrebbero steccare tutta sera e probabilmente nessuno si metterebbe a fischiare. Una sensazione che la dice lunga sul credito che la band bergamasca ha accumulato con la pubblicazione di “Wow”. La seconda metà del concerto invece è di tutt’altra pasta. I problemi sembrano essersi risolti, e parte anche qualche sorriso. Molto bene dunque “Miglioramento”, “Le scarpe volanti” e “Ovunque”, accolta con un boato. Il sospetto che la platea bresciana si faccia prendere però solo dai Verdena prima maniera, quelli di “Verdena” e del “Suicidio del samurai”, è netto: i Verdena sono cresciuti, hanno tredici anni in più e cinque dischi sulle spalle, ma i presenti al Latte Più sono un po’ tutti fermi al 1997, e ci scommetto, avrebbero fatto carte false per sentire “Valvonauta”. Il set si chiude in crescendo con l’ottima “Isacco nucleare” e “Morbida”, prima di lasciare spazio all’encore dove va segnalata una spettacolare “Il gulliver”. Eccoli qui i Verdena di cui tanto si era sentito parlare: pesanti, affascinanti e letali. Finale con “Lei disse” e “12,5 mg” con il solo Luca rimasto sul palco. Una serata con più ombre che luci e condizionata pesantemente dai problemi tecnici. Verdena ridimensionati da una sufficienza piena guadagnata solo nel finale. Promosso invece a pieni voti Luca alla batteria: il suo personale show di smorfie evidentemente è una garanzia di qualità. Domenica 13. Tutto un altro paio di maniche. Ad aprire ci pensano i piemotesi Fhu, una mezz’ora buona che si chiude intorno alle dieci e un quarto. Il set dei Verdena è anticipato alle dieci e quaranta (domenica è sempre domenica), per la durata oramai standard di quasi due ore. Nessun problema tecnico questa volta, e tanta, tanta qualità. La band gira, il suono arriva pulito e corposo e tutto va come dovrebbe: una bella differenza rispetto a sabato. Setlist che si fregia della presenza di pezzi come la meravigliosa “Nova”, “Logorrea” e in chiusura “Il caos strisciante”, ed encore in cui spicca la trionfante “Luna”, ai vertici del gradimento bresciano. Alberto chiacchiera e si diverte con le prime file: un’altra persona rispetto al giorno prima. Incazzatura nel dimenticatoio anche per Roberta e Omid, finalmente più presente e integrato a proprio agio on stage. Per quanto riguarda Luca, qui vanno solamente rinnovati i complimenti a un batterista di grandissimo livello. Accontentato anche chi chiedeva alla band “più linguaggio del corpo” sul palco, quella di domenica va registrata come una seconda data superiore alla prima in tutto, che ha regalato momenti altissimi nonostante il caldo torrido del locale bresciano. Peccato ancora per la platea, composta in parte da gente poco interessata alla musica (soprattutto ai pezzi più recenti), e più votata alla ricerca del pogo a tutti i costi: a questi signori si consiglia un bel greatest hits ad hoc da ascoltare in automobile. In conclusione: due date, due concerti molto diversi. I Verdena visti a Brescia sono una band matura, al culmine del loro successo e vederli oggi vuol dire toccare con mano questo apice, goderseli al top. In una situazione del genere, il rischio di lasciarsi prende dall’entusiasmo è però fin troppo facile. Il trio bergamasco è sicuramente una delle migliori realtà italiane attualmente in circolazione, e “Wow” ha innegabilmente segnato un passo importante nella maturazione del gruppo. Il sabato del Latte Più ha però riportato sulla terra i Verdena dopo un’indigestione continua di elogi. E forse è stato un bene: da grande band si sono ripresi nel giro di ventiquattr’ore, regalandoci un set pressoché perfetto.

(Marco Jeannin)

SETLIST

Sabato 12

“Adoratorio”

“Scegli me”

“Per sbaglio”

“Rossella Roll Over”

“Il tramonto degli stupidi”

“Non prendere l’acme, Eugenio”

“Badea blues”

“Nuova luce”

“Lui gareggia”

“Canos”

“Spaceman”

“Muori delay”

“Il nulla di O.”

“Castelli per aria”

“Canzone ostinata”

“Razzi arpia inferno e fiamme”

“Miglioramento”

“Le scarpe volanti”

“Ovunque”

“Loniterp”

“Isacco nucleare”

“Morbida”

“Sorriso in spiaggia pt I e II”

“Il gulliver”

“Lei disse”

“12,5 mg”

Domenica 13

“Scegli me”

“Per sbaglio”

“Rossella roll over”

“Nova”

“Logorrea”

“Badea blues”

“Nuova luce”

“Lui gareggia”

“Canos”

“Mi coltivo”

“Muori delay”

“Tu e me”

“Letto di mosche”

“Razzi arpia inferno e fiamme”

“È solo lunedì”

“Miglioramento”

“Grattacielo”

“Viba”

“Loniterp”

“Il caos strisciante”

“Sorriso in spiaggia pt I e II”

“Luna”

“Non prendere l’acme, Eugenio”

“Lei disse”




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