Concerti, Kylie Minogue: la recensione dello show di Milano
E il bello deve ancora venire: decine di costumi che si rifanno alla mitologia firmati da Dolce & Gabbana (che vengono ricordati più di una volta dalla ragazza australiana “per loro sono Minnie la principessa piccolina”), ballerine e ballerini dai fisici straripanti, acrobati che vengono fatti volteggiare con ali d’angelo al di sopra del pubblico, giochi d’acqua sul palco e lungo la pedana, fontane, una biga trainata da schiavi in onore della Dea Minogue, botole che tolgono e introducono. Proprio da una di queste botole compare Kylie accoccolata all’interno di una conchiglia d’oro sulle note di “Aphrodite”, attorno a lei i ballerini volteggiano, alle sue spalle un megaschermo proietta immagini di corpi maschili e femminili dai fisici scolpiti: tutto molto kitsch, sempre sul filo dell’esagerazione. Del resto parliamo di uno spettacolo che è costato 25 milioni di dollari. Dopo il primo pezzo ecco “The one”, estratta dall’album “X”, così come la seguente “Wow”.
La prima parte del concerto stenta un po’ però, a dir la verità. L’imponente scenografia è talmente sfarzosa che sembra inghiottire la piccola cantante australiana: la struttura stessa del palco, con la lunghissima pedana circolare, la tiene un po’ lontana dal pubblico del parterre. Ma con il passare del tempo l’Afrodite del pop prende confidenza, si scioglie un po’ e si allarga nei primi sorrisi, riuscendo finalmente a scaldare il pubblico come si deve.
Mentre sale a bordo di una biga romana trascinata dai suoi ballerini cantando “I believe in you” Kylie si avvicina per la prima volta al fondo della pedana raggiungendo il cuore del pubblico: ecco allora una manciata di hit che scuotono la serata come “Cupid boy”, la sempre divertente “Spinning around” e una sorprendente “Can’t get you out of my head”, proposta in una versione molto rockettara.
Canzoni a parte, spesso sono le luci e gli effetti speciali a monopolizzare la scena: durante “Looking for an angel”, cover degli Eurythmics di Annie Lennox e Dave Stewart, Kylie sale letteralmente sulle spalle di un uomo-angelo e, issata su una corda, vola sopra il pubblico. Insomma, le sorprese non mancano mai. Dopo un paio di momenti intimi, dove la Minogue si concede due brani a cappella – “I should be so lucky” e “Your disco needs you” – si va verso il gran finale: il palco si trasforma in una gigantesca fontana e tra i flutti, le luci e i colori il Forum si gode “On a night like this” e il recente singolone “All the lovers”, arricchito da una coreografia che ricorda quella del videoclip.
Seguono rinnovati ringraziamenti a Dolce & Gabbana, dichiarazioni d’amore all’Italia e tanti, tanti applausi. E poi, così come è apparsa, la dea del pop scompare sotto il palcoscenico, lasciando il pubblico a fissare il tempio romano e a guadagnare la via di casa.
(Giovanni Ansaldo-Paolo Panzeri)
Setlist:
Aphrodite
The One
Wow
Illusion
I Believe in You
Cupid Boy
Spinning Around
Get Outta My Way
What Do I Have to Do?
Everything Is Beautiful
Slow
Confide in Me
Can’t Get You Out of My Head
In My Arms
Looking for an Angel
Closer
There Must Be an Angel (Playing with My Heart) (cover Eurythmics)
Love at First Sight
If You Don’t Love Me
Better the Devil You Know
I Should Be So Lucky (A cappella)
Your Disco Needs You (A cappella)
Put Your Hands Up (If You Feel Love)
Encore:
On a Night Like This
All the Lovers
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