Concerti, Bob Dylan: problemi di censura col governo cinese
03 mar 2011 - A Bob Dylan potrebbe essere negata l'autorizzazione ad esibirsi sul suolo della Repubblica Popolare Cinese: il Ministro della Cultura del colosso asiatico non ha infatti ancora preso una decisione ufficiale in merito a due concerti che il menestrello di Duluth dovrebbe tenere nel corso del prossimo aprile a Pechino e Shangai. Gli spettacoli, ancora non ufficialmente confermati dal sito dell'artista, rappresenterebbero una sorta di "recupero" di altrettanti concerti che Dylan avrebbe dovuto tenere lo scorso anno, sempre nelle megalopoli cinesi, ma che vennero cancellati. All'epoca diversi fan locali individuarono come causa dell'annullamento un mancato accordo finanziario tra il management dell'artista e promoter locale: l'impresario stesso, tuttavia, specificò come l'annullamento fu imputabile al diktat, arrivato dal ministero, che avrebbe costretto Dylan a non includere nel suo spettacolo "contenuti che possano offendere o turbare il popolo cinese". I controlli sugli spettacoli di artisti stranieri da parte del governo di Pechino divennero più stringenti da quando, nel 2008, Bjork - nel corso di un concerto a Shangai - urlò "Tibet" dopo aver eseguito il brano "Declare independence", mandando su tutte le furie i funzionari del ministero. L'anno successivo agli Oasis venne proibito di suonare nel Paese a causa dell'adesione di Noel Gallagher al "Free Tibet concert" di New York, avvenuta nel 1997. TAGS: Bjork, Bob Dylan, censura, Cina, Concerti, Live, pop/rock, Tibet, Tour
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Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, nasce a Duluth, nel Minnesota, il 24 maggio 1941 e… leggi tutto >
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