R.E.M., 'Collapse into now': il manager Bertis Downs racconta il nuovo album




R.E.M., 'Collapse into now': il manager Bertis Downs racconta il nuovo album 06 mar 2011 - Esce martedì 8 marzo “Collapse into now”, il nuovo album dei R.E.M. : il lavoro più vario della band americana da molti anni a questa parte, inciso tra New Orleans e Berlino assieme a Jacknife Lee, che già lavorò su “Accelerate” del 2008.  
Il disco, di cui parleremo diffusamente martedì nella nostra recensione, da qualche giorno si può ascoltare per intero sul sito della NPR, la radio pubblica americana. Ma i fan e i navigatori conoscono già molte canzoni: da dicembre in poi la band ha disseminato audio, video, teaser, arrivando a rendere disponibili ben 5 brani a quasi due mesi dall’uscita. Una strategia particolare, di cui abbiamo parlato con Bertis Downs ), il manager del gruppo, che lavora con la band da quasi 30 anni (potete ascoltare la versione audio dell'intervista cliccando qua)
Downs - una figura che i fan della band conoscono bene, visto che interagisce spesso attraverso il sito del gruppo – spiega a Rockol: “Sapevamo di voler far ascoltare la musica alla gente. Sapevamo che ci sarebbe stato molto tempo tra la fine del lavoro sul disco e la sua uscita: abbiamo terminato il lavoro in studio a fine settembre. Si spera sempre che il disco non finisca in rete in anticipo, ma potrebbe succedere in ogni momento. Così abbiamo pensato che potevamo regalare una canzone ai fan a Natale e abbiamo scelto ‘Discoverer’. iTunes, poi ci ha chiesto quella che loro chiamano “instant gratification”, ovvero una canzone da regalare subito al preordine dell’album. Così abbiamo scelto “It happened today”: una bella canzone, allegra, che sapevamo non sarebbe diventata comunque un singolo. Poi è successo che la casa discografica ha scelto diversi singoli per i vari territori: una più rock per l’America, “Mine smell like honey”; “Uberlin” per l’Europa e “Oh my heart” per la Germania.  Di solito partiamo con un singolo solo, questa volta ne abbiamo avuti tre”, spiega Bertis.
Così vi siete ritrovati con cinque canzoni in rete…. “Una volta che le canzoni sono fuori, la gente la ascolta. Ma va bene così, perché pensiamo che questo sia un disco molto forte, e c’è ancora molta roba da ascoltare oltre a quelle canzoni”, ci risponde Bertis.  Quando gli facciamo notare il rischio di regalare troppa musica con troppo anticipo, Downs ribatte: “C’è un mio amico che sostiene il fatto che pagare la musica sia sempre più una scelta volontaria. Una volta, comprare la musica era l’unico modo per ascoltarla. Oggi tra streaming, abbonamenti, negozi, on demand, la musica è là fuori. Ma ci sono ancora diverse ragioni per voler possedere l’oggetto fisico: per questo disco c’è un packaging molto curato, pensato da Michael Stipe con foto di Anton Corbjin. E poi, ironicamente, l’unica edizione deluxe e limitata è quella digitale di iTunes, con altre foto e le note del produttore Jacknife Lee. E non è un formato fisico: qualche anno fa sarebbe stato impossibile pensare ad una cosa del genere, ma oggi ha senso… Quasi la metà dei dischi venduti su iTunes sono “special packages” come questo".
I R.E.M. non hanno diffuso solo audio – tra cui i file per “remixare” “It happened today” - ma anche video, tra cui dei clip su YouTube con le “lyrics” delle canzoni. Una cosa singolare, se si pensa che per molti anni Stipe e soci si sono rifiutati di pubblicarle anche solo su carta. Un altro segno dei tempi “Siamo molto contenti di questi video: è stata un’idea di Michael, coordinato da Nir Ben Jackob. Anche qua abbiamo pensato che gente fa comunque questi video con le parole delle canzoni, e li mette su YouTube. Ma è bello averli originali, accurati nella trascrizione delle parole, e creativi nella parte visuale”.





Gli ultimi accenni della chiacchierata riguardano ancora la rete. Nonostante se ne siano ascoltati pezzi sparsi da mesi, il disco intero dei R.E.M. è trapelato illegalmente in rete solo a pochi giorni dall'uscita nei negozi. Ma è ormai un’eccezione, in un sistema in cui dischi finiscono nei circuiti p2p con settimane, se non mesi, sull'uscita ufficiale: “Non c’è modo di prevenire il ‘Leak’”, ci spiega Downs. “Ci vuole un po’ di fortuna, e molta attenzione alla sicurezza. Non abbiamo mandato copie del disco a nessuno, neanche a quelli di cui ci fidiamo. Io stesso non ho copie così non le posso mandare in giro, e così non finiscono in rete. Nell’ultima settimana prima della pubblicazione abbiamo organizzato listening party, streaming, etc. Quindi è difficile che qualche fan arrivi alla data di pubblicazione senza aver sentito il disco. Ma almeno non è finito in rete due o tre mesi prima, che ci avrebbe complicato molto la vita”, ammette. Ultima domanda, inevitabile: i R.E.M. non hanno mai pensato di fare come i Radiohead: annunciare il disco una settimana prima e poi venderlo: “Non c’è un metodo valido per tutti”, spiega Downs. “Per noi, pubblicare un disco qualche giorno dopo l’annuncio non avrebbe funzionato, perché la nostra macchina ha molte più parti in movimento. Credo che i Radiohead siano stati aiutati dal fatto di non avere un’etichetta discografica, che permette loro di fare tutto all’interno di di quattro mura, senza collaboratori esterni. Ci sono dei parallelismi tra noi e i Radiohead, entrambi abbiamo sempre fatto le cose a modo nostro. Ma ogni situazione è anche diversa, soprattutto ora. La verità è che non abbiamo avuto nessuna megastrategia per questo disco: è stato un work in progress. Bisogna ricordarsi che l’ultima parola spetta sempre alla band, sono loro tre che fanno la musica e a settembre, stavano ancora finendo il disco. E’ tutto molto differente non solo da dieci anni fa, ma anche da tre anni fa. E’ un mondo un po’ pazzo, quello della musica".
(Gianni Sibilla)



TAGS: Bertis Downs, Collapse into now, It happened today, iTunes, Jacknife Lee, Michael Stipe, nuovo album, pop/rock, R.E.M., Radiohead, ÜBERLIN

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