Concerti, Hundred in the Hands: la recensione dello show di Milano



Concerti, Hundred in the Hands: la recensione dello show di Milano 02 mar 2011 - E’ sempre un peccato vedere come alcune date interessanti, passino invece inosservate agli occhi dei più. D’accordo, è martedì sera, e mettiamoci pure la concomitante sfida al vertice tra Chelsea e Manchester Utd. nella bolgia dello Stamford Bridge (una partita che vale una stagione, va detto) a rendere le cose più difficili. Vedere però una cinquantina di persone presenti al Magnolia per gli Hundred In The Hands è un vero peccato, anche perché l’ora di concerto proposta dal duo di New York ha dato spunti inaspettatamente incoraggianti. Serata aperta dai nostrani Green Like July da Pavia, band indie-rockeggiante dalle fondamenta folk, sul palco per presentare il nuovo “Four legged fortune”, album fresco di stampa per la Ghost Records registrato nientemeno che ad Omaha (Nebraska) nei celebri ARC Studios. Una buona apertura della formazione guidata da Andrea Poggio (complimenti per l’ottimo inglese), seguita da un set altrettanto buono, benché di tutt’altro genere. Eleanore Everdell (assolutamente deliziosa) e Jason Friedman guadagnano il palco intorno alle undici e venti: dieci pezzi in scaletta per un’oretta di set all’insegna di un synth-pop di ottima fattura. Un live che ha confermato le cose buone intuite dal disco uscito da poco per la Warp, e che possiamo dividere sostanzialmente in due parti: una prima mezzora più pop e diretta fatta di pezzi spigliati e veloci, e una seconda parte più elettronica e tirata, quasi da jam. Bene dunque “Pigeons” e “Dressed in Dresden” in apertura, e ottime “Tom tom”, l’affascinante “Young aren’t young” e l’encore “Commotion”, presentate in una graditissima versione allungata a chiusura del live. Il duo gira bene sul palco, lasciando a Eleanore il compito di interagire con la sparuta platea milanese. Poche parole (questo è il nostro primo concerto nel vostro paese, speriamo di tornare “soon”) e tanto spazio a un sound notevolmente più corposo rispetto a quanto sentito sul disco, con bassi e drum machine a far vibrare a regola d’arte il circolo milanese. Una buona performance insomma, potenzialmente ottima se si pensa a come sarebbe stato con una platea più corposa. Gli Hundred In The Hands sono un duo onesto, sanno stare sul palco, sanno suonare e, cosa ancora più importante, hanno qualcosa di valido da suonare. Personalmente, vedere una band giovane in grado di comportarsi meglio live che su disco (peraltro già di suo niente male), è una garanzia della bontà del progetto. Non resta che aspettare di vederli a qualche festival estivo, magari di fronte a platee ben più movimentate.

(Marco Jeannin)

SETLIST

“Pigeons”

“Lovesick (once again)”

“Dressed in Dresden”

“Last city”

“Aggravation (LA LA-LA LA)”

“Sleepwalkers”

“Ghosts”

“Tom Tom”

“Young aren’t young”

Encore

“Commotion”




… Leggi l'articolo originale …

TAGS: casa 139, Concerti, Hundred in the Hands, Live, Milano, Reports


COMMENTA QUESTA NOTIZIA


 disclaimer il tuo commento apparirà su questa pagina entro un minuto
'Non puoi basare la tua vita sulle aspettative degli altri'
chi l'ha detto?
buon compleanno
Lenny Kravitz
accadde oggi
Nasce Stevie Nicks, voce…




Concerti, Eugenio Finardi: la recensione dello show di Milano

Concerti, Eugenio Finardi: la recensione dello show di Milano


CONTINUA A LEGGERE >

Rockol - La musica online: news, concerti, artisti, classifiche, vendita biglietti cd dvd musicali