Sanremo 2011, stasera Roberto Benigni omaggia l'Inno di Mameli
17 feb 2011 - "Nata per per unire": sarà questo il tema della terza serata del Festival di Sanremo, completamente dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Ma sarà anche la serata che ospiterà l'attesissimo Roberto Benigni, scelto per raccontare a modo suo la nascita e il significato dell'Inno di Mameli. L'attore e regista toscano, secondo indiscrezioni, dovrebbe salire sul palco dell'Ariston attorno alle 22.30.Ma cos'è l'Inno di Mameli? Il suo titolo orginale è in realtà "Il canto degli italiani" e fu scritto da Goffredo Mameli nell'autunno del 1847, in piena epoca risorgimentale. Dopo aver scartato l'idea di adattarlo a musiche già esistenti, il 10 novembre di quell'anno il compositore inviò il testo che aveva composto al maestro Michele Novaro, che scrisse di getto la musica. L'inno debuttò esattamente un mese dopo, quando sul piazzale del Santuario della Nostra Signora di Loreto a Oregina fu presentato ai genovesi e a vari patrioti italiani in occasione del centenario della cacciata degli austriaci.
Idenfiticato come un canto cardine del Risorgimento, è stato adottato provvisoriamente il 12 ottobre 1946, mentre la decisione definitiva sulla sua sorte è arrivata solo il 17 novembre del 2005. Di seguito vi riportiamo il testo della composizione, che si apre con il celebre verso "Fratelli d'Italia".
"Fratelli d'Italia L'Italia s'è desta, Dell'elmo di Scipio S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò.
Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore;
Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Dall'Alpi a Sicilia Dovunque è Legnano, Ogn'uom di Ferruccio Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia Si chiaman Balilla, Il suon d'ogni squilla I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Son giunchi che piegano Le spade vendute: Già l'Aquila d'Austria Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia, Il sangue Polacco, Bevé, col cosacco, Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò"
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