Concerti, Band of Horses: la recensione dello show di Bologna
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12 feb 2011 - L’Estragon di Bologna è una location ben più capiente del modesto Musicdrome, teatro della prima esibizione dei Band Of Horses dalle nostre parti. Era il dodici marzo del 2008, un set meraviglioso suonato per duecento persone scarse. Le cose oggi sono cambiate: tre anni dopo la band di Seattle raccoglie un migliaio di persone al suo capezzale senza troppe difficoltà. “Infinite arms” ha allargato considerevolmente il bacino di “utenti” del folk rock dei Nostri, consentendo alla band di fare un netto salto di quantità, mantenendosi (e parlo da fan del gruppo), su buoni livelli di qualità. La data all’Estragon è dunque un’occasione per rivedere dei vecchi amici di cui si conserva un prezioso ricordo che si spera non diventi troppo ingombrante. Un po’ come con i National, anche loro con un precedente spettacolare sempre al Musicdrome (novembre 2007), e oggi in grado di riempire palazzetti ma ahimè, con un’intensità diversa rispetto agli inizi (sono uno di quelli che non sono usciti troppo convinti dalla recente data all’Alcatraz). Alle dieci sale sul palco Mike Noga con i suoi “Gents”. Il progetto solista del batterista dei Drones è un rock classico, un po’ folk, non esageratamente brillante e fin troppo Dylaniano. La platea di Bologna sembra comunque apprezzare e tanto basta. I Band Of Horses salgono sul palco alle undici e cinque, o meglio, Ben Bridwell e Tyler Ramsey. I due si sistemano davanti al microfono per “Evening kitchen”: un inizio folgorante, davvero bellissimo. Due voci e una chitarra che zittiscono l’Estragon sancendo l’inizio di un set di un’ora e quaranta circa per ventuno pezzi in scaletta. Il resto del gruppo raggiunge il palco per l’inedita “Bats”, il ritmo si alza, le chitarre iniziano a scaldarsi. I Band Of Horses visti a Bologna sono una band cresciuta e tecnicamente impeccabile, con un Creighton Barret assolutamente fenomenale alla batteria e Ryan Monroe, anche se coperto dalle tastiere, a fare da secondo band leader al pari di Bridwell. I BOH sono una band live: ottimi i dischi, straordinari su un palco. Esemplari “Cigarettes, wedding bands” e “Marry song”, mentre con “The great Salt Lake”, “Is there a ghost?”, “NW apt.” e “The general specific” si tocca il primo apice del set. Platea conquistata, temperatura in aumento. Fa caldo all’Estragon, vuoi per quello che arriva dal palco, ma più in generale per il clima in platea (dove peraltro si fuma copiosamente e in totale libertà). Benissimo “Laredo”, accolta con un boato, e uno dei pezzi migliori di “Infinte arms”, quella “Older” che sembra passare un po’ in sordina ma che a conti fatti, è uno dei momenti migliori, se non il migliore in assoluto, del concerto. “No one’s gonna love you”, introdotta da Bridwell come una “canzone per le persone tristi”, fa piangere anche i baristi e apre agli ultimi due pezzi in scaletta (due e mezzo a dire il vero): “Snow” e “Monsters” arricchita dal finale di “Neighbor”. Piccola pausa e rientro in crescendo magistrale con “Ode to L.R.C.”, “Wicked gil” e ovviamente “The Funeral” (“forse il nostro pezzo più famoso”) che chiude la serata in pieno tripudio mandando a casa tutti contenti poco prima dell’una. I Band Of Horses si sono tolti le camicione di flanella a quadretti, spogliandosi di quell’aria da boscaioli che era un po’ il loro marchio di fabbrica. Sono diventati una band “importante”, dando l’addio ai vecchi palchetti circondati da indie barbuti. Una nuova veste che però, per una volta, calza a pennello alla band. La loro musica non ha perso un centesimo in quanto a sincerità e forza: erano una grande band live, ora sono dei grandissimi.(Marco Jeannin)
SETLIST
“Evening kitchen”
“Bats”
“Cigarettes, wedding bands”
“Factory”
“Blue beard”
"Compliments" “Marry song”
“The great salt lake” “Is there a ghost?”
“NW Apt.”
“The general specific”
“Islands on the coast”
“Laredo”
“Part one”
“Older”
“No one’s gonna love you”
“Snow”
“Monsters / Neighbor”
Encore
“Ode to L.R.C.”
“Wicked gil “
“The funeral”
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TAGS: Band of Horses, Bologna, Concerti, Estragon, Live, Reports
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