Max Pezzali torna con 'Terraferma': 'La vita più semplice, grazie a mio figlio'
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08 feb 2011 - Sono passati 16 anni dall’ultima partecipazione “reale” al Festival di Sanremo di Max Pezzali. Era il 1995, c’erano ancora gli 883 (anche se Mauro Repetto se n’era appena andato) e Max si presentato con “Senza averti qui” (e come autore di “Finalmente tu” di Fiorello). Dopo una partecipazione da ospite nel 2005 con Francesco Facchinetti, Pezzali torna in gara quest’anno con “Il mio secondo tempo”, brano che anticipa “Terraferma”, primo disco di inediti da “Time out” del 2007.“Qual è il momento migliore per andare al Festival, se non con un uno come Gianni Morandi? E’ la garanzia della comprensione del nostro lavoro di cantanti. Mi sembra l’anno ideale”, spiega Max, che oggi ha incontrato la stampa per presentare album e canzone. “Si tratta di andare sul palco a divertirsi, senza pensare troppo alle dinamiche sanremesi. E’ una rivincita, un modo per dimostrare a me stesso che ci si può divertire da quelle parti. La prima volta che ci sono andato, c’era molta ansia per gli 883 e per Fiorello, che veniva dato come vincitore annunciato e invece andò male”.
La canzone che Max ha scelto è un pop-rock chitarristico che rappresenta il suo percorso musicale e lirico di questi anni, diviso tra il recupero di sonorità anglossassoni e riflessioni personali sul tempo che scorre: “Per me era giusto andare al Festival senza cercare di captare della benevolenza, non volevo andare con il pezzo ‘da Sanremo’. Quella canzone racconta po’ delle cose che ci sono nel disco in uscita, ma non è il pezzo già arrangiato con archi e quelle cose tipiche da Festival. E’ un brano in cui cerco di fare un punto della situazione, di raccontare i miei buoni propositi per eliminare le cose superflue dalla mia vita. E’ una cosa che ha che fare con la nascita di mio figlio, che mi ha fatto cambiare la prospettiva: è come quando sei di fronte allo schermo del tuo computer e ti rendi conto di avere un tetrabyte di musica scaricata più o meno legalmente, che non ascolterai mai, e devi fare pulizia del superfluo. Devi silenziare il rumore di fondo, ed è quello che ho cercato di fare nella mia vita”.
“Terraferma” è un disco in cui non ci sono solo le chitarre, ma anche elettronica, citazionismo e melodie anni ’80: “In fase di scrittura delle canzoni avevo già le idee abbastanza chiare sul fatto che in questo periodo non c’è un suono, c’è un mischione di sonorità, un po’ come i Black Eyed Peas”, racconta Max. “E’ un periodo di confusione e questo si riflette nella musica. Così ho voluto mettere insieme tante cose diverse, dai Devo che ho citato ne ‘Il tempo volo’ a “Da da da da”, all’ukulele, perché come diceva George Harrison non puoi fare un accordo su quello strumento senza che ti scappi un sorriso, al rock mainstream tipo Bryan Adams e Tom Petty Insomma ho cercato di raccontare me stesso senza troppo farmi troppe menate a pensare cosa fosse cool e cosa no”; Petty viene citato nell’attacco di “Tu come il sole (risorgi ogni giorno)”, che riprende gli accordi iniziali di “Free fallin’” (“Inizialmente volevo campionare quel brano, abbiamo chiesto il permesso, ma non ci hanno mai risposto”, spiega Max).
Un atteggiamento riflessivo, ma rivolto al futuro, che si vede anche e soprattutto nei testi del disco. “La ‘Terraferma’ è un’utopia: La vita nell’oceano può essere più o meno tempestosa, ti danno strumenti per navigare, ma a volte imbarchi acqua. Ora sento di avere attraccato in un porto sicuro in cui posso dare a mio figlio gli strumenti per andare in mare e navigare. La terraferma è la serenità, che è qualcosa di incredibilmente difficile da trovare. Gli album, quando sono sinceri, sono una sorta di autoanalisi, in cui cerchi di darti delle risposte che sono più facili da trovare in una canzone”.
Al Festival Max sarà raggiunto sul palco da Lillo e Greg nella serata dei duetti (“Sono un grande fan del loro programma radiofonico ‘610’ e soprattutto del loro personaggio, il Grande Capo Estiqaatsi; ma loro sono dei musicisti, hanno una band e assieme abbiamo ripensato la canzone in chiave swing, con un arrangiamento curato da Greg: faremo una sorta di Rat Pack”) e con Arisa nella serata dedicata ai 150 anni dell’unità d’Italia: assieme riproporranno “Mamma mia dammi 100 lire” (“Ha una voce senza tempo, perfetta per quel pezzo”). Dal 30 aprile Max sarà in tour, con partenza da Roma e tappa a Milano il 5 maggio.
TAGS: 883, Festival di Sanremo, Fiorello, Gianni Morandi, Max Pezzali, musica italiana, Sanremo
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Max Pezzali nasce a Pavia il 14 novembre 1967. Da sempre voce e volto degli 883 abbandona questo… leggi tutto >
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