Pirateria on-line, Google mette un freno ai cyberlocker




Pirateria on-line, Google mette un freno ai cyberlocker 27 gen 2011 - A dicembre Google aveva promesso alle industrie dei “contenuti” (produttori di film, musica e videogiochi) l’introduzione di strumenti e procedure più efficaci per promuovere la circolazione di opere legali e arginare l’accesso, attraverso il suo motore di ricerca, a materiali piratati. Aveva cominciato a mettere in pratica i suoi programmi eliminando termini come “torrent” e “P2P” dalla funzione di completamento automatico delle parole attiva sulla sua barra di ricerca. Ed ora, avverte il sito TorrentFreak, dallo stesso “autocomplete” sono scomparsi anche termini come RapidShare e Megaupload: l’utente può ancora rintracciare i link ai siti cyberlocker, ma per farlo deve scrivere per intero la parola ricercata all’interno della barra.  Con queste misure antipirateria, secondo molti commentatori, Google prepara il terreno a una collaborazione più stretta con le case discografiche, in vista dell’annunciato lancio del suo servizio di “music cloud” nel corso del 2011.    


TAGS: cyberlocker, Google, industria musicale, Megaupload, P2P, pirateria, RapidShare, Torrent, TorrentFreak

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