Jovanotti presenta “Ora”: "E' il mio disco più contemporaneo"

Allargare lo sguardo e gli orizzonti, perché “Siamo il più grande spettacolo dopo il big bang”, come dice una delle canzoni di “Ora”. Jovanotti ha scelto un posto davvero suggestivo dove presentare il suo nuovo album: l’ultimo piano del grattacielo Pirelli (il “Pirellone”): un open space da cui… Leggi tutto

AcquistaCommenta
Jovanotti   follow
Jovanotti presenta “Ora”: "E' il mio disco più contemporaneo"

Jovanotti presenta “Ora”: "E' il mio disco più contemporaneo"

Allargare lo sguardo e gli orizzonti, perché “Siamo il più grande spettacolo dopo il big bang”, come dice una delle canzoni di “Ora”. Jovanotti ha scelto un posto davvero suggestivo dove presentare il suo nuovo album: l’ultimo piano del grattacielo Pirelli (il “Pirellone”): un open space da cui, in una giornata serena come questa la vista domina  Milano - e oltre - a 360 gradi.

 

Dal canto suo, Lorenzo ha allargato lo sguardo, eccome: reduce dal successo di “Safari” (in termine di vendite, ma anche da parte di amore del pubblico, come dimostra il trionfo nel nostro referendum “Dieci!”, che l’ha incoronato disco del decennio), ha cambiato completamente registro, proponendo un album molto meno “suonato” nel senso classico del termine e molto più sperimentale, con suoni che giocano con l’elettronica sull'impianto di canzoni melodiche e tradizionali.

“ 'Ora' è il titolo di una canzone, è una parola secca, un titolo lapidario e breve. L’ho scelta all’ultimo, dopo aver scartato una decina di titoli. E’ giusto per questo disco, lo racconta: è un disco in cui cerco di entrare nella modernità, di essere contemporaneo, in particolare nei suoni”, ci ha raccontato questa mattina Lorenzo, nella videointervista che vedete qua sotto. “Nelle parole dei dischi è difficile fare delle scelte pensate. Le parole escono, un testo può prendere tante strade e spesso le prende... Molte canzoni di questo disco all’inizio avevano un suono completamente diverso. Poi ho mandato a casa tutti, mi sono chiuso in studio con Michele Canova e ho fatto un disco elettronico: io e le macchine. Michele ha probabilmente il miglior studio italiano dal punto di vista tecnologico, e ci siamo divertiti ad usare l’elettronica dei software e l’elettronica dei synth modulari”.


 

 

 

 

L’immagine che vedete alle spalle di Lorenzo nel video è una sorta di rappresentazione del big bang. Il tema del cosmo, dell’universo ritorna spesso in diverse canzoni, non solo in quella che abbiamo citato in apertura. “C’è una voglia di orizzonti, di volare alto e di libertà", racconta Lorenzo. "Quell’immaginario offre quel tipo di frontiera. E’ un disco che mi è servito per connettermi con qualcosa di molto vivo e profondo. Quell’immaginario, che ha a che fare con la mia infanzia e con la fantascienza, con le esplorazioni spaziali, sono profondamente connesse con la mia formazione sentimentale. Mi divertiva, mi piaceva  e dava una sensazione di benessere fisico. Io nelle canzoni cerco il benessere fisico, i dischi mi devono far stare bene, soprattutto i miei”.

Inevitabile domanda sulle 25 canzoni che compongono il disco nella versione “Deluxe” (“mi raccomando, non dite doppio, che se no la casa discografica si arrabbia”, scherza), che diventano 15 in quella “Basic”: “Tante, troppe? Ho messo dentro tutto... Un’idea poteva essere quella di tenerne un po’ lì e pubblicarle in un re-packaging natalizio. Però ho pensato che magari a Natale ne avevamo già fatte delle altre. Per cui mi sono detto tiriamole fuori. Penso davvero che questo è il primo disco che non è un disco. E’ una playlist. L’album non esiste più nella mia testa come concetto e come realtà di chi compra la musica. Io li compro, ma difficilmente lo ascolto dall’inizio alla fine. Mi faccio più delle playlist da ascoltare in macchina, in bici. E una playlist può avere 10, 20 30 pezzi”. Nel disco compaiono diversi ospiti: Michael Franti, Amadou & Mariam ne "La bella vita", oltre a Cesare Cremonini in “I pesci grossi”, che ripropone il refrain della sua "Mondo", rendendo il favore a Lorenzo che era apparso nella versione originale del brano.

Nel pomeriggio, dopo la chiacchierata da soli con Lorenzo in mattinata, siamo tornati al “Pirellone” per la presentazione allargata, nel vero senso della parola: l’ultimo piano del grattacielo si è trasformato in una festa, un raduno con tanta gente diversa, quasi una sorta di rimpatriata tra amici che non si vedono da tempo. Lorenzo fa da maestro delle cerimonie, mostrando e commentando uno slide show di foto che rappresentano l’immaginario del disco e che parte proprio dal Pirellone (“Il posto più alto di Milano: la vista di un grattacielo mi ha sempre fatto pensare al futuro") passando per  Giò Ponti,  dal giradischi al software che oggi lo sostituisce, dai fagiolini toscani ai Black Eyed Peas, da una foto in compagnia dei Beastie Boys ad una con il Maestro Abbado, da Avatar a Gabriele Muccino, dal Rat Pack (“Come loro, mi sono messo elegante oggi per quelli che quest’anno hanno lavorato con me a questo disco come se fosse la cosa più importante”) agli amici musicisti, alcuni ospiti del disco, altri no; da foto di coppie famose a foto della propria famiglia, da un’orchestra di mariachi (prenotata e mai usata per il disco) alle foto degli ultimi viaggi in Armenia ed Iran, da Steve Jobs a Zuckerberg (“Le nuove rockstar”) al maestro Alessandro Alessandroni, che fischietta nel disco, agli Arcade Fire a Giovanni Lindo Ferretti.
Poi, dopo lo slide show, si finisce a parlare più di argomenti extra musicali: La scomparsa della mamma di Lorenzo (“E’ un disco di compensazione, a lei piacevano le mie canzoni più allegre”), a commenti inevitabili sulla situazione politica, a qualche rara richiesta di spiegazioni sulle scelte musicali del disco: “Vorrei che fra due anni questo disco sembrasse vecchio, da quanto è nuovo. Non ho pretese di fare un disco che duri, ma solo un disco pop che sappia di oggi”, dice. Poi si corregge: “Oo in realtà cerco sempre di fare il disco non solo del decennio, ma del millennio, nel senso che credo moltissimo in quello che faccio...”

L'ultima curiosità è per il tour, che partirà il 16 di aprile da Rimini, e a cui Lorenzo sta lavorando ora: "Il mio lavoro è fatto di problemi, nel senso scolastico del termine: arriva la maestra e ti dice risolvi questo problema", spiega, quando gli chiediamo come pensa di riprorre sul palco questo suono. "C’hai questo disco, l’hai fatto così. Adesso fai un tour, metti in piedi uno spettacolo. E questo è un problema, una sfida: è il mio gusto trovare la soluzione a come portare questo disco dal vivo, a come adeguare un po’ del mio repertorio a questo sound. E poi la parte visuale: sto facendo giri per vedere nuove tecnologie, sto vagliando nuove collaborazioni di creativi… Insomma, non mi fermo sto preparando uno spettacolo contemporaneo, emozionante, divertente. Anche perché i biglietti dei concerti costano ed è importante che sia una belle esperienza per chi lo vive."
 

Commenti

caricamento dei commenti in corso

Tutto su

Jovanotti
Lorenzo Cherubini - in arte Jovanotti - nasce il 27 settembre 1966 a Roma. La sua famiglia è originaria di Cortona, un piccolo borgo in provincia di Arezzo dove Lorenzo trascorre lunghi periodi da bambino. La passione per la musica arriva quasi subito e, ancora adolescente, Lorenzo inizia a proporsi come DJ su diverse radio locali e nelle varie discoteche romane, ottenendo un discreto successo e…
Leggi tutto >

29 nov 2014    Rockol - La musica online è qui Rockol.com - All your music news in one place