Cartello sulla musica digitale: la Corte Suprema Usa non archivia il caso
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11 gen 2011 - Anche se nel frattempo il panorama è completamente cambiato (e a dettare legge e condizioni nella musica digitale, oggi, è iTunes), la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di non bloccare l’iter di un vecchio procedimento antitrust avente per oggetto le politiche di prezzo adottate in campo digitale dalle major discografiche. La vertenza, innescata dalle associazioni dei consumatori statunitensi, risale al 2001: ovvero ai tempi, da un certo punto di vista “preistorici”, della nascita dei servizi digitali MusicNet (lanciato da Bertelsmann, EMI e Warner Music) e pressplay (lanciato da Sony e Universal Music). Giusto un anno fa, una Corte d’Appello newyorkese aveva ribaltato il giudizio di primo grado accettando la tesi dei consumatori, e cioè che le (allora) cinque major avessero creato un cartello con il quale fissare prezzi esageratamente alti per il download digitale e limitare seriamente la flessibilità d’uso dei file acquistati da parte degli utenti (impedendone, ad esempio, il trasferimento su lettori portatili). A dispetto delle tesi difensive delle case discografiche, la Corte Suprema non ha avuto nulla da eccepire sulla sentenza: consentendo, dunque, che la causa prosegua il suo corso.
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