EMI, si avvicina l'addio di Hands? Gli interessati smentiscono
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10 gen 2011 - Un mese/sei settimane, secondo gli ultimi reportage pubblicati dalla stampa inglese, e Guy Hands consegnerà la EMI nelle mani del creditore Citigroup. “Ci avviciniamo rapidamente alla fine del gioco”, ha dichiarato un funzionario della banca d’affari al Guardian. “I finanziatori di Guy (Hands) non vogliono iniettare altro denaro nella EMI, il che significa che dovrà cederne il controllo e ammettere la sua sconfitta”. Secondo gli ultimi “rumours”, il finanziere di Terra Firma starebbe effettivamente negoziando con Citigroup una ristrutturazione del debito (3 miliardi di sterline) in cambio della cessione delle quote di proprietà della major inglese. La banca provvederebbe quindi a scindere in due la società, e a venderne gli asset a due soggetti già individuati: la parte discografica a Warner Music (per 400 milioni di sterline), le edizioni musicali a KKR (partner di Bertelsmann in BMG Rights Management, per 1,1 miliardi di sterline). Valore totale: 1,5 miliardi di sterline, a fronte degli oltre 4 miliardi che Hands impegnò nel 2007 per acquistare la EMI. A dispetto della svalutazione degli asset, i dati economico-finanziari annuali relativi alla società, pubblicati ad agosto dalla holding company Maltby Capital e aggiornati al 31 marzo 2010, indicano una ripresa: fatturato in aumento (da 1,56 a 1,65 miliardi sterline), EBIDTA in crescita del 14 % (334 milioni di sterline), incrementi sostanziali nel flusso di cassa operativo (250 milioni di sterline, + 55 %) e deficit netto ridotto di due terzi, a 512 milioni di sterline. Nelle ultime ore, le indiscrezioni circa un passaggio imminente di consegne sono state smentite tanto da Terra Firma che da Citigroup: una fonte le ha bollate ufficialmente come “bizzarre”.
TAGS: Bertelsmann, BMG Rights, Citigroup, EMI, Guardian, Guy Hands, industria musicale, KKR, Maltby Capital, Terra Firma, Warner Music
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