‘Nessuno mi può giudicare’ diventa l’inno ufficiale del Gay Pride
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10 giu 2000 - Per la verità, la notizia era stata anticipata qualche giorno fa da “L’Espresso”, nell’ambito di un ampio servizio sul Gay Pride; ora lo “storico” circolo omosessuale romano “Mario Mieli” conferma che “Nessuno mi può giudicare” (di Pace-Panzeri-Beretta-Del Prete) è stata adottata come inno ufficiale della discussa manifestazione che si terrà a Roma nel prossimo luglio.Presentata al Festival di Sanremo del 1996, “Nessuno mi può giudicare” era stata dapprima proposta a Adriano Celentano, che poi aveva preferito portare al Festival “Il ragazzo della via Gluck”; fu quindi affidata alla poco più che esordiente Caterina Caselli, che ne fece uno dei grandi successi dell’epoca.
La scelta del brano è evidentemente legata al titolo, più che al contenuto del testo (la solita storia di tradimento fra innamorati) o all’interprete; fra le “icone” musicali del mondo gay, infatti, la Caselli non ha la statura di Mina, o di Patty Pravo, o di Giuni Russo.
Intervistata, l’ex cantante ora discografica si è detta “contenta” che la sua canzone sia stata scelta; ma non ha mancato di ricordare che quell’anno il Festival fu vinto da “Dio come ti amo” (Domenico Modugno e Gigliola CInquetti).
TAGS: Adriano, Caterina Caselli, Celentano, Cinquetti, Domenico, gay, Gigliola, Giuni, Mina, Modugno, musica italiana, Patty, Pravo, Pride, Russo
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Nata a Magreta (Modena) nel 1946 e cresciuta a Sassuolo, debutta come bassista in alcuni complessi… leggi tutto >
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