Tour di Ligabue, manager e promoter contro bagarini e secondary ticketing




Tour di Ligabue, manager e promoter contro bagarini e secondary ticketing 22 dic 2010 - Claudio Maioli, manager di Luciano Ligabue nonché titolare di Riservarossa, e Ferdinando Salzano, amministratore delegato dell’agenzia live F&P Group, alleati contro Seatwave e Viagogo: per combattere il fenomeno dilagante del secondary ticketing, i biglietti in vendita per il prossimo tour teatrale di Ligabue, in programma tra il gennaio e il marzo 2011 in 20 città italiane, sono tutti nominativi e acquistabili solo on-line (presso TicketOne) nel numero massimo di due a testa, così dall’impedire –per quanto possibile – il bagarinaggio e passaggi di mano a scopi puramente speculativi. “Avendo venduto 650 mila biglietti con il precedente tour elettrico, abbiamo stimato in circa 100 mila biglietti la domanda potenziale per questo tour: avendone a disposizione solo 38 mila, siamo corsi ai ripari”, spiega Maioli a Rockol. “Per soddisfare tutte le richieste, Luciano dovrebbe fare probabilmente 20 serate  in ogni città. Ma, come ho cercato di spiegare nelle FAQ pubblicate sul sito, più di tanto è impossibile fare: i  teatri hanno i loro calendari, e non sono sempre disponibili”. Qualche mugugno dei fan sarà stato inevitabile…. “Infatti, anche se sono stati pochi. Per qualcuno è un fastidio non poter acquistare più di due biglietti alla volta, doversi rimettere obbligatoriamente in fila al computer: e di questo disagio, ai fan, voglio chiedere scusa. Però credo che sia l’unico modo per evitare che alle code si faccia vivo, sotto mentite spoglie, il bagarino di turno. Su eBay e sui siti di secondary ticketing, in passato, ho visto girare biglietti a 800 euro l’uno! Siccome, e nonostante i costi importanti connessi all’organizzazione di un tour, facciamo tutto il possibile per contenere i prezzi entro livelli accettabili,  la cosa mi dà molto fastidio”. “Ci sono i piccoli bagarini”, osserva Maioli, “gente che magari compra sette od otto biglietti a 50 euro per poi rivenderli a 500, e c’è il bagarinaggio più raffinato dei siti specializzati. E un conto è se qualcuno rivende i biglietti che ha comprato dai canali ufficiali, un altro se si approvvigiona direttamente per vie estranee, presso il mercato secondario. Il problema è che, non essendo disponibile un numero sufficiente di biglietti, qualcuno  ne approfitta per organizzare delle aste.  Ognuno, è ovvio, i suoi soldi li spende come meglio crede: ma così si sfrutta la passione dei fan, e a volte la passione fa un po’ perdere il buon senso. Dunque, con questa operazione,  io e Ferdinando abbiamo cercato di tutelare noi stessi ma anche il consumatore. Spero che altri manager e altri promoter seguano il nostro esempio. Il messaggio è chiaro: non siamo dalla parte degli speculatori, con queste operazioni noi non c’entriamo niente”. A differenza di altri artisti, di altri promoter? “Sicuramente qualcuno che si mette d’accordo c’è”, interviene Ferdinando Salzano. “La nostra iniziativa è una goccia nel mare ma vuole essere un segnale, di fronte a un fenomeno che continua a crescere e che negli Stati Uniti fattura il doppio del mercato ufficiale. Ovviamente, mettere in vendita biglietti nominativi acquistabili solo on-line con carte di credito, prepagate o sistemi di pagamento postali non è una modalità abituale: normalmente, un organizzatore di concerti punta a distribuire i biglietti nella maniera più capillare possibile su tutto il territorio e a facilitarne l’acquisto. Qualche disagio per l’utente finale, effettivamente, c’è, ed è un’operazione impegnativa anche per noi: nel mio ufficio sei persone vi hanno dedicato una intera settimana di lavoro.  Però un primo obiettivo l’abbiamo ottenuto: almeno inizialmente, nessun biglietto è comparso sui siti di secondary ticketing”. E se poi l’acquirente è impossibilitato a recarsi al concerto? “Applicheremo le regole del buon senso. Chi si trova impossibilitato a partecipare per cause di forza maggiore o per malattia si rivolgerà a noi esponendo le sue problematiche che valuteremo caso per caso, eventualmente sostituendo il nominativo”. Joe Cohen, ad e fondatore di Seatwave, sostiene che siti come il suo prosperano perché rispondono a un’esigenza del mercato, applicando un prezzo “dinamico” in funzione della domanda e dell’offerta in un dato momento: basta aspettare, e si trova l’occasione conveniente… “Ma quale prezzo dinamico! L’unica cosa che fanno questi siti è duplicare, triplicare, a volte quintuplicare i prezzi. La cosa assurda è che su Seatwave e su Viagogo a volte si trovano, a prezzi altissimi, biglietti di nostri spettacoli non ancora esauriti, e quindi disponibili presso le rivendite autorizzate. Non capisco come il pubblico possa farsi turlupinare in questo modo. E i siti proliferano, ne nascono sempre di nuovi: per i concerti di Antonello Venditti all’Auditorium Parco della Musica di Roma ne ho scoperto uno che, a prevendite appena iniziate, vendeva a 190 euro i biglietti da 60 euro. Incredibile”. Eppure questi siti continuano a vivere e prosperare, nessuno è ancora riuscito a chiuderli… “Vero, e mi chiedo perché. Presumo che evadano il fisco, sicuramente non assolvono il diritto d’autore. Vorrei capire cosa dichiarano, sul differenziale che intascano. Tra l’altro,  investono moltissimo sulla visibilità on-line: se nella barra di ricerca di Google digiti la parola concerti associata al nome di un artista, spesso il nome di Seatwave è il primo a comparire. Come F&P Group, volevo reclamare a gran voce la mia distanza da questo mondo. Viagogo ci ha contattati per proporci la gestione in comune della vendita di biglietti ‘last minute’, a prezzi ribassati, ma abbiamo risposto di no.  Non voglio avere nessun tipo di contatto con queste società che reputo truffaldine.    



TAGS: Antonello Venditti, Claudio Maioli, eBay, F&P Group, Ferdinando Salzano, Google, industria musicale, Joe Cohen, Luciano Ligabue, Riservarossa, Seatwave, Ticketone, Viagogo

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Luciano Ligabue nasce a Correggio (Reggio Emilia) il 13 marzo 1960. Dopo un diploma di ragioneria… leggi tutto >


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mary penso il contrario
Marco Commissioni Ticketone
giovanni ticketone
claudia110968 no al bagarinaggio
marco vittoria ha ragione ma...
'Penso che l’idea fosse: costruire un muro intanto che suonavamo, poi andarcene a metà concerto e lasciare la gente incazzata a morte.'
chi l'ha detto?
buon compleanno
Lenny Kravitz
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