Concerti, MGMT: la recensione dello show di Milano




13 dic 2010 - C’è spesso un confine molto sottile tra l’indie e il cosiddetto “clubbing”. Un margine davvero labile che si sgretola facilmente e nel caso del gruppo in questione si può assolutamente dire che la linea si è frantumata in mille pezzettini, dando vita ad un genere quasi unico. Alcatraz, ore 21. Il concerto degli MGMT comincia puntualissimo: è uno dei live più attesi dell’anno, dato il sold out da mesi e la disperata ricerca di un biglietto da parte dei molti che sono rimasti fuori dai cancelli. La fila è lunghissima per entrare nel locale, ma scorrevole. Il pubblico è composto, per la maggior parte, da giovanissimi indie: maglietta a righe o camicia a quadri più jeans skinny per lui. Maglietta oversize, leggins e laccetto di tessuto sulla fronte di svariati colori per lei. La curiosità è davvero tanta per chi vede Ben Goldwasser e Andrew VanWyngarden per la prima volta, anche se i ragazzi non sono novizi dei palchi italici: già nel 2008 si esibirono al Rocket, club della capitale meneghina. Ma erano altri tempi e un’altra atmosfera. Soprattutto l’allure fashion che si è creato attorno ai due newyorkesi in questi anni era pressoché inesistente, rendendo gli MGMT un gruppo di “nicchia”. L’esibizione si apre con “Time to pretend” e il pubblico è in visibilio. Qualche saluto frettoloso, il tempo di notare che la band è stilosa come al solito (non a caso sono stati scelti per la campagna pubblicitaria di Petit Bateau qualche anno fa), che incalzano alcuni pezzi dell’ultimo album, “Congratulations”, uscito questa primavera. I brani si alternano in modo equilibrato, è un giusto mix tra vecchio e nuovo: tra le canzoni più conosciute, suscitano clamore generale “Electric feel” e “Kids”, le cui maschere del video sono state copiate da un gruppetto di giovani indie presenti tra la folla. Apprezzati anche i nuovi brani, tra cui “Flash delirium” e “It’s working”. I ragazzi della “grande mela” regalano ai fan milanesi anche una sofisticatissima cover di “Only shadow” dei Cleaners from Venus. Finita la prima parte del concerto, la band si regala qualche minuto di pausa e torna per un bis, che si conclude con la title track del disco pubblicato negli scorsi mesi. Tanti applausi, tanti sorrisi, sudore quanto basta e spazio sufficiente per uscire senza essere calpestati. Un’ora e mezza piacevole, ben suonata e ben cantata, sia dalle “menti” degli MGMT che dai musicisti che li accompagnano . La scenografia è super scarna, con dei video psichedelici, alle spalle del gruppo, che accompagnano i brani: accostamento davvero ben riuscito. Menzione d’onore al gruppo di ragazzi che ballava come se fosse ad un djset house: fa davvero piacere quando si vede del divertimento sincero. Un unico consiglio da “zia” ai giovani presenti al live: meno foto da facebook e più attenzione alla musica, fa figo dire “sono stato al concerto di” ma è di certo più stiloso chi ai live va per godersi della buona musica. (Rossella Romano)


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