05 dic 2010 - Il tipo di serata che rischia di essere lo si capisce entrando al Forum: è tutto un fiorire di ingressi SkyBox, Hospitality, accessi Vips, aree sponsor…
Lady Gaga a Milano, capitale morale dell’Italia che conta. Una serata evento di quelle in cui, cercando faticosamente di raggiungere il tuo posto, ti ritrovi circondato da fan della Presentatrice TV: la fermano per una foto mentre il suo accompagnatore urla a qualcun altro “Dove siamo? Lassù, ci hanno messo in culo ai lupi!”. Ti guardi in giro e vedi il bel mondo che conta – l’imprenditore, l’assessore… -, ad onorare La Star, in attesa magari poi di incrociarla a qualche party aftershow. Poi, per fortuna, c’è anche la gente normale, che è la maggioranza. Quella come me e voi che leggerete quest’articolo. Molti bambini, perché Lady Gaga è divertente. E molta gente che ha preso la serata per un party in maschera, vestendosi di parrucche fosforescenti, lattine usate come bigodini, make up pesante e tacchi alti. Gente che ha voglia di divertirsi e ha tirato fuori dall’armadio le cose che assomigliano di più a quelle che indossa Lady Gaga. Divertimento doveva essere, e divertimento è stato: due ore scarse di concerto-spettacolo, con la gente che per tutto il tempo ha ballato, urlato, cantato e usato il telefonino per riprendere e fotografare. Sulla serata in sé non c’è molto da dire oltre a quanto si è già letto: il Monster Ball Tour è una macchina rodata, con poco spazio all’improvvisazione e una messa in scena sempre uguale (andate a rileggervi, se volete,
la cronaca della serata di Torino). La mia impressione personale – quella di uno abituato per piacere e per mestiere a vedere molti concerti-spettacoli – è che lo show sia una mezza delusione. Dal punto di vista dello spettacolo, il Monster Ball Tour mette assieme molte, troppe cose, senza legarle assieme. E’ diviso in quattro atti – la città, la metropolitana, la foresta e il mostro – ma con molti intermezzi video e molte parti parlate che sembrano dei comizi e che abbassano il ritmo e la tensione. Dal punto di vista musicale, non tutto il repertorio di Lady Gaga è all’altezza delle canzoni più famose e migliori e spesso le canzoni più deboli sembrano la brutta copia di “Bad romance”, “Paparazzi” etc, anche solo per l’impasto sonoro sempre basato sui suoni danzarecci. Però Lady Gaga c’è, eccome: ha presenza scenica, ha una gran voce, sa interpretare le canzoni. La parte migliore, musicalmente parlando, è quella centrale al pianoforte: l’1-2 di “Speechless” e “You and I” dimostra che Lady Gaga è una musicista e cantante vera (come peraltro lei stessa sottolinea più volte “Niente lip-synch, qua, solo voce e strumenti veri”). Ci fossero stati più momenti di questo genere e qualche balletto in meno, qualche discorso in meno… Ma sono facezie: chi si voleva divertire si è sicuramente divertito. Chi si aspettava qualcosa di più di uno spettacolo… Mah. Visto quanto è brava, Lady Gaga è sicuramente in grado di costruire uno show che sappia unire meglio la dimensione musicale a quella spettacolare. Aspettiamo fiduciosi la prossima tornata: come diceva qualcuno nei giorni scorsi, forse arriverà un momento in cui si andrà a vedere Lady Gaga non per curiosità o per ballare, ma perché lo spettacolo ne vale davvero la pena. (Gianni Sibilla)
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