Klaxons: `Nu rave? La nostra musica rifiuta le etichette, questa è la sua forza´
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02 dic 2010 - Quando hanno esordito con "Myths of the near future", la critica inglese si è sbizzarrita per trovare una definizione adatta alla loro musica. Alla fine i Klaxons sono stati classificati come "Nu rave", un neologismo creato apposta per loro. Lo scorso agosto hanno pubblicato la loro seconda fatica, "Surfing the void" e sono pronti a sbarcare nel nostro paese. Stasera suoneranno a Milano per la loro unica data italiana. Rockol ha raggiunto al telefono James Righton, tastierista e voce principale della band. E quando gli si chiede come definirebbe la musica dei Klaxons James conferma di non curarsi troppo delle etichette di genere: "Non sono molto a mio agio con le definizioni, è difficile dirlo. Di fatto creiamo una combinazione strana di cose che abbiamo sentito in giro e cerchiamo di ottenere delle canzoni il più possibile originali" racconta l'artista "Penso che la musica sia qualcosa di puro, verginale".Il concerto si terrà ai Magazzini Generali, un posto che James conosce bene. "Siamo venuti molto spesso a Milano, a fare dei Dj set al Plastic o agli stessi Magazzini Generali, ci piace molto la vita notturna della città lombarda". Ma che show deve aspettarsi il pubblico italiano? "Ora suoniamo più forti di prima, ma anche più complessi e freschi. Abbiamo registrato anche alcune sessioni del nostro ultimo album proprio a Milano con James Ford, siamo legati in qualche modo a questa città", confessa il musicista inglese, "L'Italia in generale è un posto fantastico: quando andrò in pensione mi piacerebbe vivere da voi, al di là dei soliti cliché sul cibo e le donne sono molto affascinato dal vostro paese. Quasi quasi ci faccio un pensierino", dice James a metà tra il serio e lo scherzoso.
L'ultimo album della band, "Surfing the void", ha avuto una lavorazione abbastanza lunga e travagliata. Ma il risultato finale li soddisfa? "Molto. È stato difficile e a tratti frustrante, ma alla fine abbiamo ottenuto il sound che volevamo. La lavorazione così lunga alla fine dei conti è stata anche una cosa positiva: in due anni abbiamo guadagnato del tempo per crescere come band e suonare molto insieme in studio, cosa che prima non ci era molto capitata", sostiene James, "Il successo di `Myths of the near future´ ci aveva costretti a fare tutto di corsa, avremmo rischiato di bruciarci. Tutto quello che abbiamo vissuto all'inizio è stato come vivere in un sogno, ma in realtà non eravamo ancora diventati veramente una band. Ora invece la siamo, a tutti gli effetti. E poi l'incontro con Ross Robinson è stato importante, più che un produttore è stato un vero maestro".
Anche il sound di "Surfing the void" è cambiato rispetto agli esordi, avvicinandosi un po' più al pop. Lo confermano anche le parole del musicista britannico: "È un disco che ha bisogno di più ascolti, all'inizio potresti rimanere sorpreso perché va molto avanti rispetto al primo. Forse non è quello che la gente si aspettava, è più lento, ma abbiamo fatto quello che ci sembrava più giusto fare al momento".
I Klaxons hanno un rapporto speciale con il mondo del pop. Molti si ricordano il duetto con Rihanna, con la quale hanno suonato "Umbrella". Recentemente invece la band ha realizzato una cover di "Bad romance" di Lady Gaga. A quanto pare è un vizio. "Non abbiamo problemi a confrontarci con il mondo pop. Come dicevo prima, non ci interessa il genere, se è Lady Gaga o Ariel Pink: l'importante è che le canzoni siano buone", conclude James.
TAGS: Concerto, intervista, James Righton, Klaxons, Lady Gaga, Magazzini Generali, Milano, nuovo album, pop/rock, Surfing the void
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