Concerti, Vampire Weekend: la recensione dello show di Berlino
19 nov 2010 - E’ un piovoso, ma mite (soprattutto per essere metà novembre), giovedì sera berlinese quello che accoglie i Vampire Weekend nella capitale tedesca. La location è stata fortunatamente, dato il clima, spostata all’ultimo momento proprio a 300 metri dalla mia abitazione, in quell’Astra che fa parte del gigantesco complesso di locali ricavati in una vecchia area industriale proprio al confine tra i quartieri di Kreuzberg e Friedrichschain. Atmosfera post-industriale quindi, forse non proprio la più adatta al sound fresco e leggero dei Vampire Weekend, più consono ad un bel party sul fiume Sprea nel mese di giugno. La formazione di New York è qui per presentare i brani del secondo disco “Contra”, pubblicato ormai parecchi mesi or sono, ma anch’esso come l’eponimo album d’esordio, ben accolto da pubblico e critica. Il locale è ben strutturato: ottime luci, prezzi economici e soprattutto un sound davvero ineccepibile. Lo si scopre fin da subito con gli special guest Jenny & Johnny, ovvero Jenny Lewis dei Rilo Kiley ed il fidanzato cantautore Jonathan Rice. Nonostante la splendida acustica del locale, il loro sound a metà tra rock americano, indie e pop non convince del tutto, risultando abbastanza banale e troppo derivativo. L’obbiettivo riesce solo con le ultime due canzoni, ovvero quando si spinge il piede sull’acceleratore o quando si frena del tutto. Comunque ottima presenza scenica e band da rivalutare alla prima occasione utile. L’Astra a questo punto è gremito, ma ordinato, e quando scattano le 21,30 ecco salire sul palco i Vampire Weekend, con il frontman Ezra Koenig ed il chitarrista Rostam in camicia, mentre i due Chris (Thomson al basso, Baio alla batteria) indossano una classica canotta da giocatore NBA. Si comincia con “Holiday” e “White sky”, prima di tornare al passato con l’acclamata “Cape Cod” e “I stand corrected”. I Vampiri non interagiscono molto con il pubblico se non per i classici saluti di rito e anche sul palco si muovono quanto basta per non annoiare. Soffrono un po’ sui lenti i ragazzi, con esecuzioni a volte quasi sonnolente e troppo lineari, come per “Diplomat’s son”, mentre vanno alla grande su brani più ritmati e veloci come “Cousins” e “Giving up the sun” e sulla conosciutissima “One (Blake’s got a new face)” dove riescono a coinvolgere nei cori anche la folla. Il set include diciotto brani, praticamente quasi tutti quelli stampati fino ad ora da Koenig e soci: i picchi di gradimento, urla e sudore vengono toccati sulla sempreverde e veloce “A-Punk” e su “Oxford comma” che chiude anche la prima parte del concerto. La band si ripresenta per eseguire gli ultimi tre pezzi: la frizzante prima traccia dell’ultimo lavoro “Horchata” e le collaudate “Mansard roof” e “Walcott”. Dopo un’ora e mezza precisa i Vampire Weekend si ritirano definitivamente nei camerini, lasciando dietro di se’ pareri discordanti: c’è chi da vero fan ha apprezzato tutto quanto fatto dal gruppo senza battere ciglio, mentre altri possono averlo trovato leggermente noioso in alcuni tratti, ma nel complesso buono. Seconda ipotesi che rispecchia in pieno il mio pensiero: un concerto piacevole, in un bel locale, che ha rallegrato un giovedì piovoso. Niente di più.(Ercole Gentile)
SETLIST:
“Holiday”
“White sky”
“Cape Cod Kwassa Kwassa”
“I stand corrected”
“M 79”
“Bryn”
“California english”
“Cousins”
“Taxi cab”
“Run”
“A-punk”
“One (Blake’s got a new face)”
“Diplomat’s son”
“Giving up the gun”
“Campus”
“Oxford Comma”
Encore
“Horchata”
“Mansard roof”
“Walcott”
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TAGS: Astra, Berlin, Concerti, Live, Reports, Vampire Weekend
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