Concerti, Paul Smith: la recensione dello show di Milano



14 nov 2010 - Avreste mai detto che gli indie rocker inglesi sono dei simpatici umoristi? Chi era presente la scorsa sera al concerto di Paul Smith lo ha potuto constatare con i proprio occhi. Ma andiamo in ordine. Ore 22, Casa 139, Milano. Un piccolo gruppo di alternativi moderati è posizionato davanti al portone del locale, chiacchiera amabilmente riguardo le aspettative sul live del leader dei Maximo Park, dei quali Mr Smith è il frontman da ben dieci anni. All’interno, nella penombra, si muovono addetti ai lavori, curiosi e fan in attesa dell’inizio dello spettacolo. Birretta di rito, pochi minuti e sale sul palco uno strano personaggio, colui che in gergo viene chiamato “guest”. L’uomo in questione è noto come Gravenhurst: occhiali spessi, chitarra acustica e movenze impacciate. Assomiglia al nerd, ex compagno di stanza e amico di Rasty nel telefilm “Geek” (chiunque ami la tv trash avrà capito di chi si parla). Intona un paio di ballads e si scusa se ogni tanto gli cadono gli occhiali, ma durante la mattina gli si sono rotti: i soliti imprevisti che non dovrebbero capitare, soprattutto quando sei all’estero. Gravenhurst ci allieta per una mezz’oretta, nella quale si scorda le parole di una canzone e la chitarra continua a fare i capricci: suscita a dir poco tenerezza. La serata comincia proprio bene. Trascorso qualche minuto di attesa e risolti (non del tutto) vari problemi con gli amplificatori, sale sul palco Paul Smith, accompagnato da due ragazze al basso e chitarra e da un batterista che sembra il fratello gemello di Gravenhurst. Inizia il live, Paul ha un tono calmo e un sorriso raggiante. Apre il concerto con “While you’re in the bath” e “North atlantic drift”, giusto per scaldare gli animi. Saluti di rito, un “grazie” pronunciato in italiano e i primi commenti alla serata suscitano un urlo dal fondo della sala. Qualcuno pronuncia “Smile please”, e Paul, da perfetto gentleman inglese, controbatte con una battuta sarcastica, una posa plastica verso i fotografi e la proposta di raccontare “la barzelletta dell’uomo invisibile” (sarà per caso una storiella della tradizione british, un po’ come la nostra “ci sono un italiano, un inglese e un tedesco”?). Che tipo. Si incrementa il ritmo, costruito come un’onda che parte quieta per poi infrangersi con tutta la sua potenza: si susseguono “The crush and the shatter”, “Improvement/denouement” per poi tornare a cullarsi con “Alone”, “Strange friction” e “A little lost play”. I brani sono tutti intervallati da battute, piccoli sketch e molto humor inglese. Arriva il momento di presentare la band e Paul ironizza su quali genere attribuire ad ognuno: si passa dal mambo alla salsa, suscitando l’ilarità del pubblico. Bellissima voce Smith e davvero bravi i musicisti. Il suo “Margins” viene interpretato tutto, dall’inizio alla fine. Questo disco era in cantiere da sette anni, ma non li dimostra. Si arriva alla conclusione dei live con “I drew you sleeping” e.”Our lady of Lourdes”. Prima del bis un breve dissing scherzoso con un connazionale del sud del Regno Unito e il concerto si chiude con “Pinball”, suonato con l’ukulele, e un connubio uplugged di due canzoni dei Maximo Park: “By the monument” e “Apply some pressare”, dedicato a tutti i nostalgici della band, attualmente in pausa di riflessione. Concerto intimo, poche persone ma “buone”, peccato solo per l’amplificatore bizzoso (ad un certo punto si è sentita persino una radio). Paul Smith da dieci e lode: ottimo interprete, carisma da vendere e gran bel ragazzo, il che non guasta davvero. E credo di aver interpretato il pensiero di tutte le signorine, affascinate come me, dal sorriso accattivante e dalla spigliatezza di Mr Smith, di cui ci auguriamo un ritorno a breve pressi i lidi meneghini.
  (Rossella Romano)
  Setlist
  1.While You’re In The Bath
  2.North Atlantic Drift
  3.The Crush And The Shatter
  4.Improvement/Denouement
  5.Alone, I Would’ve Dropped
  6.Strange Friction
  7.A Little Lost
  8.I Wonder If
  9.This Heat
  10.The Tingles
  11.Dare Not Dive
  12.I Drew You Sleeping
  13.Our Lady Of Lourdes
    14.Pinball
  15.By The Monument / Apply
 


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