Grammy Awards 2011, tra i candidati anche l'italiano Simone Borghi
09 nov 2010 - Simone Borghi, classe 1975, originario di Ancona ma da tempo trasferitosi negli Stati Uniti, più precisamente a Los Angeles, dove ha avuto l'opportunità di collaborare con nomi storici del panorama rock mondiale come Vinnie Colaiuta, Tony Levin (già bassista dei King Crimson), Steve Lukather e Simon Phillips (Toto), è stato candidato ai prossimi Grammy Awards, in programma come di consueto alla Staples Center nella megalopoli californiana il prossimo 13 febbraio, nelle categorie "miglior canzone dell'anno" e "migliore esecuzione vocale pop maschile": il nostro connazionale è riuscito a strappare le prestigiose candidature grazie al suo singolo "It makes no sense".
Il primo album di Simone Borghi, "For many years", è stato pubblicato nel 2004: l'ultima sua prova in studio sulla lunga distanza, "Online", risale al 2008.
Istituiti nel 1958, i Grammy Award sono assegnati dalla National Academy of Recording Arts and Sciences agli artisti che maggiormente si siano riusciti a distinguere sul panorama musicale statunitense. In cinquantadue edizioni della manifestazione, solo due nostri connazionali - in ambito pop - sono riusciti a portarsi a casa l'ambita statuetta raffigurante un grammofono dorato: Domenico Modugno, che nel 1958 si aggiudicò i riconoscimenti nelle categorie "Disco dell'anno" e "Canzone dell'anno" per "Nel blu dipinto di blu", e Laura Pausini, che nel 2006 ha sbaragliato la concorrenza nella categoria "Miglior album di pop latino" con la versione spagnola del disco "Resta in ascolto". Nino Rota ed Ennio Morricone furono premiati, rispettivamente, per le colonne sonore di "Il padrino" e "Gli intoccabili", mentre a Luciano Pavarotti furono assegnati, nella sua carriera, ben cinque premi. Il milanese Benny Benassi, nel 2008, riuscì a conquistare la palma nella categoria "Best remixed recording" per la sua rilettura di "Bring the noise" dei Public Enemy.
TAGS: 2011, Grammy Awards, It makes no sense, musica italiana, nomination, Simone Borghi
Il primo album di Simone Borghi, "For many years", è stato pubblicato nel 2004: l'ultima sua prova in studio sulla lunga distanza, "Online", risale al 2008.
Istituiti nel 1958, i Grammy Award sono assegnati dalla National Academy of Recording Arts and Sciences agli artisti che maggiormente si siano riusciti a distinguere sul panorama musicale statunitense. In cinquantadue edizioni della manifestazione, solo due nostri connazionali - in ambito pop - sono riusciti a portarsi a casa l'ambita statuetta raffigurante un grammofono dorato: Domenico Modugno, che nel 1958 si aggiudicò i riconoscimenti nelle categorie "Disco dell'anno" e "Canzone dell'anno" per "Nel blu dipinto di blu", e Laura Pausini, che nel 2006 ha sbaragliato la concorrenza nella categoria "Miglior album di pop latino" con la versione spagnola del disco "Resta in ascolto". Nino Rota ed Ennio Morricone furono premiati, rispettivamente, per le colonne sonore di "Il padrino" e "Gli intoccabili", mentre a Luciano Pavarotti furono assegnati, nella sua carriera, ben cinque premi. Il milanese Benny Benassi, nel 2008, riuscì a conquistare la palma nella categoria "Best remixed recording" per la sua rilettura di "Bring the noise" dei Public Enemy.
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Il materiale contenuto in questa biografia è tratto da un comunicato stampa inviato dai diretti… leggi tutto >
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