Concerti, Brandon Flowers: la recensione dello show di Milano




Concerti, Brandon Flowers: la recensione dello show di Milano 05 ott 2010 - Sono le dieci quando le luci si abbassano. Un uomo vestito di nero sale sul palco e inizia a cantare una canzone quasi country. No, non è lo spirito di Johnny Cash. E’ Brandon Flowers, in versione solista e spiazzante. Messe da parte le piume, i lustrini e le tastiere dei Killers, è a Milano a presentare il suo disco solista, “Flamingo”. L’Alcatraz è gremito, ma non esaurito (originariamente il concerto doveva essere ai Magazzini Generali). Il pubblico non sembra spazientito dall’attesa, e sembra conscio di quello che lo aspetterà: il tipico concerto da solista di un leader di una band affermata. Flowers è accompagnato da ben sei elementi, sul palco disadorno, a parte qualche drappo. E la sua musica solista è analoga: decisamente più secca, con qualche orpello a cui non riesce a rinunciare. Come il discorsetto da crooner consumato su “Crossfire” – Flowers è di Las Vegas, casa dei Sinatra&co- o certi cori che fanno tanto Killers. La scaletta è ovviamente centrata su “Flamingo”. Ma la prima sorpresa arriva alla quarta canzone, con una riuscita cover di “Bette Davis’ eyes”, che Flowers canta sicuro, non facendo rimpiangere la voce roca di Kim Carnes, che la fece diventare una hit negli anni ‘80. La seconda sorpresa è la presenza in scaletta di un paio di brani dei Killers – scelta che i leader solistizzati spesso evitano volentieri in questo genere di concerto, per non subire accuse di speculazione. Anche se le scelte cadono su “Losing touch” – non esattamente il brano più famoso dei Killers –  e sulla conclusiva “When we were young”, cantata in versione acustica e spoglia alla fine, terminando il tutto più o meno come era iniziato. Alle 11 e 10 è tutto finito: poco più di un’ora di concerto – si capisce perché era iniziato così tardi. Flowers ci sa fare, sa tenere il palco e sa scrivere buone canzoni, ed è evidente anche in queste circostanze. Ma alla fine si esce comunque rimpiangendo un po’ il sound divertente e caciarone dei Killers.
    (Gianni Sibilla)
    setlist:
  On the Floor
  Crossfire
  Magdalena
  Bette Davis Eyes
  Jilted Lovers & Broken Hearts
  Right Behind You
  Was It Something I Said?
  Hard Enough
  Losing Touch
  Swallow It Play
  Only the Young
  Playing With Fire
  Encore:
  The Clock Was Tickin’
  When You Were Young
 


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TAGS: Alcatraz, Brandon Flowers, Concerti, Killers, Live, Milano, Reports

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