Concerti, Train: la recensione dello show di Milano
18 mag 2010 - Ero davvero curiosa di vedere i Train dal vivo e, appena ho saputo che erano in concerto a Milano, non potevo proprio perdere questa occasione. La lunga assenza dalle scene e il loro singolo “Drops of Jupiter”, sentito quasi fino alla nausea e super trasmesso dalle radio al momento della sua uscita, suscitavano in me molte domande su come sarebbe stato lo spettacolo e soprattutto mi chiedevo cosa avrei visto quella sera. L’appuntamento era fissato alla Salumeria della Musica, gran bel locale, adatto a live un po’ più intimi del solito: ti puoi godere un bel concerto sorseggiando la tua media (rossa in questo caso) con il palco ad una spanna da te. La sala, piena al punto giusto, conteneva nostalgici del rock alla “classica maniera”, giovani fans(anche stranieri) e curiosi dell’ultima ora. I Train iniziano, senza alcun gruppo spalla, puntualissimi: un’ora e mezza di sano rock, suonato magistralmente e cantato divinamente da Patrick Monahan, frontman carismatico e gran trascinatore di masse. Il live si apre con alcuni brani del nuovo disco dei Train, “Save me, San Francisco”, uscito lo scorso ottobre, finchè non arriva “She’s on fire”, tratto dal fotunatissimo album “Drops of Jupiter” del 2001, e Patrick offre il meglio di sè: porta sul palco cinque ragazze, che soprannominerà le “Trainers”, e fa intonare loro il ritornello della canzone. Si susseguono ancora brani del nuovo album, tra cui “Parachute”, “Words”, “Brick by brick”, “I got you” e le mie preferite “If It’s Love” e “Breakfast in bed”e l’atmosfera diventa magica, quasi surreale, davvero molto molto romantica. Scelta del pubblico per la cover, che la band definisce un vero must nei propri concerti: scartati i Led Zeppelin, ecco una potentissima “Dream on” degli Aerosmith, che mette in risalto la voce di Patrick, davvero inaspettata e senza dubbio poderosa. Il finale arriva con la dolcissima “Marry me”, in cui il pubblico viene esortato a dichiare pubblicamente il proprio amore, e con lil singolo “Soul sister”. I Train scompaiono, ma dopo due minuti sono di nuovo sul palco, esortati dai fans e non solo. Monahan e gli altri intonano la sempre bellissima “Drops of Jupiter” e lasciano il pubblico con “This Ain’t Goodbye”, un arrivederci al prossimo live che i Train terranno ad ottobre. Serata davvero piacevole: pubblico variegato ma rispettosissimo degli artisti sul palco. Complimenti davvero ai Train, che sono stati portatori sani di ottima musica.(Rossella Romano)
TAGS: Concerti, Live, Milano, Salumeria della Musica, Train
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La carriera dei Train comincia nel 1994 con l’unione di Patrick Monahan (voci, tromba, percussioni… leggi tutto >
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| vica | inesattezze |
| Filippo | grandissimi Train!!! |
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