Concerti, Elisa: la recensione dello show di Milano
15 mag 2010 - Basta la parola "Heart", titolo dell'ultimo album e dell'omonimo tour di Elisa, a far capire quello che l'artista di Monfalcone cerca di offrire al pubblico: un viaggio nella propria intimità, attraverso la sua musica ma anche con l'aiuto della danza e delle immagini virtuali. Il Mediolanum Forum di Assago, teatro dell'undicesima tappa del suo tour italiano, è pienissimo in ogni ordine di posto. Il palco, creato insieme alle coreografie da Luca Tommasini, è davvero imponente. Quando la cantante appare per la prima volta è solo un'immagine virtuale, una proiezione sul megaschermo, sotto le note introduttive di "Vortexes". Poi piano piano esce da dietro un telone irrorato di luci rosa e inizia a cantare. E già all'inizio cominciano le sorprese: sul palco Elisa è circondata da quattro ballerini e accenna perfino qualche passo di danza. Ormai l'artista goriziana infatti non si accontenta semplicemente di cantare. Il suo tentativo di evolversi, di scrollarsi di dosso quell'immagine da ragazzina timida e introversa, è lampante. Dopo l'inizio in inglese, si passa all'italiano con la ballata "Anche se non trovi le parole". Poi tocca alla cover di "Eleanor Rigby" dei Beatles e a "Stay". Il pubblico partecipa con grande entusiasmo, soprattutto nei passaggi più melodici come "Gli ostacoli del cuore" e "Ti vorrei sollevare", cantata con il frontman dei Negramaro Giuliano Sangiorgi. Un duetto da cui era lecito aspettarsi di più, che soffre forse l'eccessivo pathos del momento. Ma in realtà è altrove che Elisa riesce davvero a colpire nel segno, quando alza il ritmo: l'energica rivisitazione del classico "Mad World" - di questi tempi va molto di moda, visto dal vivo la esegue spesso anche Marco Mengoni - la cavalcata di "Lisert" e l'ormai classico "Labyrinth" lo dimostrano. E sono forse proprio questi i momenti migliori del concerto, se si esclude la versione per piano e voce di "Broken", tanto bella quanto inaspettata. In altre occasioni, il tentativo forzato di coinvolgere il pubblico penalizza un po' alcuni pezzi come "Heaven out of hell", troppo pasticciata per assecondare i cori delle prime file. Capita addirittura di vedere Elisa alla prese con "Beat it" di Michael Jackson, con tanto di balletto. Apprezzabile lo sforzo, ma non è il suo territorio ideale. La scaletta spazia per tutto il repertorio, fino a superare le due ore di concerto, anche se prevalgono i brani dell'ultimo album "Heart". Il viaggio nell'intimità di Elisa continua: sugli schermi scorrono ricordi, compaiono persino Paola Cortellesi e Fiorello. A volte però il rischio è che lo show si appesantisca, quasi perda coerenza. Fortuna che Elisa risolve sempre tutto grazie alla sua voce, impeccabile collante tra una canzone e l'altra. E di fronte a brani come "Luce", sicuramente la vittoria sanremese più meritata degli ultimi anni, e la conclusiva "Together" non si può che rimanere soddisfatti.(Giovanni Ansaldo)
TAGS: Concerti, Elisa, forum assago, Live, Milano
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