Concerti, Mark Lanegan: la recensione dello show di Milano




Concerti, Mark Lanegan: la recensione dello show di Milano 15 mag 2010 - Una voce impareggiabile, una chitarra acustica, la voglia di esibire un nuovo lato di sé, un vasto repertorio dal quale attingere. Queste le prerogative dello show di una delle icone del grunge e del rock americano come Mark Lanegan, attualmente in tour in veste acustica. Le due date italiane di Milano e Roma sono andate entrambe (forse inaspettatamente) esaurite già in prevendita e fuori dal locale meneghino è davvero complicato trovare un biglietto, anche a cifre esorbitanti. Sono circa le 21,30 quando lo statuario cantante statunitense entra sul palco, schivo come al solito (scambierà pochissime parole con il pubblico durante tutto il concerto), accompagnato dalla chitarra acustica di David Rosser (già al suo fianco in passate esperienze). Non appena Mark apre bocca, si capisce come la sua voce sarà, ancora una volta, la protagonista della serata, il suo timbro profondo fa venire i brividi e potrebbe veramente cantare qualsiasi cosa (in effetti le sue collaborazioni in ambito elettronico sono diverse, dai Soulsavers alla più recente con gli UNKLE). La scaletta pesca soprattutto dal suo repertorio solista con brani come “When your number isn't up”, “No easy action”, “Miracle”, “Resurrection song”, “On Jesus program”, canzoni che in questa veste assumono un fascino diverso, più intimo e personale. Lanegan omaggia anche i suoi leggendari Screaming Trees con “Where the twain shall meet” e “Traveler”, il già citato progetto elettronico Soulsaver (“Can't catch the train”) e infine chiude con “Hangin' tree”, tratta da quel capolavoro di “Songs for the deaf” dei Queens Of The Stone Age che lo vide tra i protagonisti. Un'ora e dieci circa di performance con una sola pecca: il chiacchiericcio. Un'esibizione come questa avrebbe forse meritato maggiore silenzio in sala e, perchè no, anche una location più intima come per esempio un teatro o l'ottimo Conservatorio di Milano, sulla scia dei leggendari unplugged americani di Nirvana e Alice in Chains, anche se dal silenzioso Mark non ci saremmo mai aspettati l'interazione con il pubblico. Ma questo è lui: prendere o lasciare. (Ercole Gentile)
TRACKLIST: “When your number isnt'up” “One way street” “No easy action” “Miracle” “Shiloh town” “Like little Willie John” “Don't forget me” “Where the twain shall meet” “Bell black ocean” “Message to mine” “Can't catch the train” “Mirrored” “Resurrection song” “Julia dream” “The river rise” “One hundred days” “On Jesus program”
“Misirlou” “Traveler” “Bombed” “Wild flowers” “Hangin' tree”



TAGS: Concerti, Live, Magazzini Generali, Mark Lanegan, Milano

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Mark Lanegan nasce il 25 novembre 1964 a Ellensburg. Cantante e autore per conto degli Screaming… leggi tutto >


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