Biagio Antonacci @ Stadio Meazza Milano 30/06/2007
01 lug 2007 - “Grazie di cuore a tutti, è stata una bellissima serata…grazie veramente, volevo dedicare questa serata a tutti voi e a chi non ci aveva creduto”.
Queste le parole, con il veleno sulla coda, con cui Biagio Antonacci si congeda dal pubblico dello stadio Giuseppe Meazza di Milano dopo aver concluso il suo show cantando “Convivendo” e dopo aver richiesto l’accensione di tutte le luci dello stadio. Uno stadio illuminato a giorno così da poter vedere negli occhi e abbracciare idealmente un pubblico caldo e numeroso oltre ogni previsione. Cinquantamila, anzi di più, sicuramente di più, i fans che hanno partecipato a questa vera e propria festa. La festa di un cantautore partito tanti anni fa dall’hinterland milanese – da Rozzano per la precisione – che aveva nella testa musica e speranze e che, canzone dopo canzone, album dopo album, concerto dopo concerto, un sabato trenta giugno ha materializzato un sogno: lo stadio della sua città gremito e festante tutto per lui.
Il palco posto di fronte alla tribuna è molto grande e ha tre lunghe propaggini, una centrale e due ai lati, così da poter raggiungere comodamente il centro del campo, per poter avvicinare il maggior numero di persone. Per tenere in pugno uno stadio e un palco del genere però non bastano le canzoni, ci vuole carisma e anche un fisico bestiale. Il cantautore milanese mostra una preparazione fisica perfetta correndo e saltando da un lato all’altro del grande palco e imprime, sin dalle prime note di “E’ soffocamento”, la canzone che apre il concerto, un ritmo indiavolato e molto rock alla propria esibizione, incitando il pubblico e se stesso con continui “Non fermiamoci!” “Ritmici!” e invitando tutti a cantare “Con il cuore!!!”.
Biagio trova requie, e un seggiolino, solamente dopo una buona mezz’ora accompagnando con lo djembè l’interpretazione di “Vicky Love”. Questa prima parte del concerto mostra la difficoltà di un uomo, ancor prima che di un cantante, nell’affrontare la serata più importante della sua vita artistica. La ricerca continua di stabilire un contatto con il pubblico parlando tra una canzone e l’altra mostrandosi nudo senza nascondere la grande emozione con tutte le tenerezze del proprio carattere, tenerezze di cui sono pervasi i testi delle sue canzoni. Il pubblico, per la stragrande maggioranza di sesso femminile, comprende il mix di emozioni così grandi e diverse che il proprio beniamino sta provando e lo sostiene cantando ogni brano proposto.
Canzone dopo canzone, Biagio si scioglie e trova il giusto ritmo così le molte hits del repertorio, alcune di vecchissima data, vengono interpretate: “Se io se lei”, “Liberatemi”, “Mi fai stare bene”, “Iris”, “Alessandra”, “Se è vero che ci sei”, “Coccinella”, “Danza sul mio petto”. Commozione e silenzio calano nello stadio quando “Dove il cielo è più sereno” viene dedicata a Adri, un amico scomparso ma per questo “ancora più vicino”. A sorpresa “Quanto tempo e ancora” viene accompagnata al pianoforte da Pippo Baudo. Concluso il brano, sollecitato dal padrone di casa, Pippo informa i presenti che sarà lui il presentatore della nuova edizione del festival di Sanremo.
Biagio si gode fino in fondo la sua grande notte e solo l’ordinanza comunale, che vieta lo svolgersi di manifestazioni oltre le 23.30 nel rispetto dei cittadini che abitano nelle vicinanze dello stadio, riesce nell’intento di sciogliere il lungo abbraccio con il suo pubblico. Lo sguardo immortalato e amplificato dal megascreen alle sue spalle non lascia spazio a fraintendimenti: Biagio ha vinto la scommessa, lo stadio è suo e il palco, questa sera, potendo, non lo avrebbe più abbandonato. (Paolo Panzeri)
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Biagio Antonacci nasce a Milano nel 1963. Cresce a Rozzano, alla periferia di Milano, nelle strade… leggi tutto >
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