Who @ Arena di Verona 11/07/2007




Who @ Arena di Verona 11/07/2007 12 lug 2007 - La scena era perfetta prima che sull’Arena di Verona si scatenasse la furia degli elementi. Immagini da vecchia Britannia e epopea mod scorrevano sullo sfondo mentre due ultrasessantenni mitici che, in compagnia del talentuoso figlio di un illustre coetaneo (Zak Starkey, alla batteria), di un virtuoso del basso (Pino Palladino) e di qualche necessario comprimario, scandivano con convinzione i fondamentali del rock di fronte a 13.000 assatanati in attesa da trent’anni. Pete Townshend, in occhiali, polo e jeans neri; Roger Daltrey, tirato a lucido come al solito, erano in grande spolvero e, una via l’altra, sciorinavano “I Can’t explain”, “The seeker” e “Substitute” supportati da una formazione compatta e potente. Tale era l’abbrivio da perdonare anche la scelta di inserirvi la non irrinunciabile “Fragments”, tratta dall’album del ritorno “Endless wire” e clamorosamente parente di “Baba O’ Riley”.
Poi esplodeva “Who are you”, con un arrangiamento rivisitato e chitarre esplosive, un classico inconfondibile mascherato giusto quel poco che basta per rivendicarne la vita prima di ‘C.S.I.’. Bene Zak sui rullanti, chirurgico Pete, fantastico Roger, con microfono a mulinello e a pieni polmoni. (In verità, nelle prime file, non si parlava d’altro che della potenza delle sue corde vocali, e il paragone correva alla solidità di Springsteen). “Ma dovrebbe piovere su di voi, non su di me!”, esclamava divertito all’improvviso Pete Townshend quando, alle 21.35, venti minuti dopo l’inizio folgorante degli Who, un nubifragio investiva pubblico e palco tutti. Un’ora di interruzione, in attesa che l’acquazzone scemasse a pioggerellina, serviva per riflettere, attendere e sperare. La partenza era stata eccezionale e si apprezzava in modo particolare la saggezza con cui, per sostituire una sezione ritmica leggendaria assurta all’empireo del rock, i due Who superstiti abbiamo scelto un giovanissimo e un turnista: qualità, professionalità e zero paragoni, zero pressione. Un’ora di interruzione, purtroppo, era fatale a Roger Daltrey che, dopo un minuto di “Behind blue eyes”, vanificava la ripresa dello show e, nervosissimo, abbandonava il palco spiegando che la sua voce era andata. Le negoziazioni febbrili condotte da Townshend riportavano in scena il suo pard che, acclamato dal pubblico, decideva infine di mettere a rischio le prossime date del tour raschiando
il barile, commovente nel tentativo di sopperire con la presenza al volume. Pete raddoppiava gli sforzi e, tatticamente, riorganizzava la scaletta privilegiando i pezzi in cui poteva cantare lui: fantastica “Eminence front”, divertente “Magic bus” (con il suo “You can’t have it!” molto più poderoso del lamentoso “I want it, I want it” del cantante), e via da “Pinball wizard” fino agli ultimi faticosissimi brani. Rockol presenziava all’evento con cinque elementi della sua redazione (gli altri: assenti ingiustificati, per definizione) e portava a casa il ricordo di una serata a suo modo memorabile, l’impressione del concerto che sarebbe potuto essere, l’amarezza per la sfortuna, l’euforia per la qualità e l’energia della musica, fino a che ce n’è stata, e la certezza di avere partecipato a un evento. Già, perché l’assenza lunghissima degli Who dall’Italia ha purtroppo una ragione strutturale che non potrà essere contrastata in futuro: le quotazioni dei ragazzi alla ‘borsa’ live sono talmente elevate da porli nella top 5 assoluta della graduatoria e renderne difficoltoso l’ingaggio in un mercato nel quale sono un’icona, un culto, una religione per (relativamente) pochi fans (altrimenti perché non portarli a suonare in uno stadio molto più capiente e/o per più date?). Seguiranno, inevitabili, le polemiche sulla scelta di portare a termine lo spettacolo nonostante le condizioni menomate di Daltrey. Noi non ci uniremo. Grazie Ragazzi. (Giampiero Di Carlo)


… Leggi l'articolo originale …

TAGS: Archivio, Arena di Verona, Who

Who
Tutto su Who

Nati in piena “British Invasion”, gli Who occupano immediatamente una nicchia prestigiosa: quella… leggi tutto >


COMMENTA QUESTA NOTIZIA


 disclaimer il tuo commento apparirà su questa pagina entro un minuto
'Penso che le religioni siano le diverse porte di una stessa casa. A volte credo che la casa esista, altre no. E' il grande mistero.'
chi l'ha detto?
buon compleanno
Lenny Kravitz
accadde oggi
Nasce Stevie Nicks, voce…




Living Colour @ Transilvania Milano 09/07/2007

Living Colour @ Transilvania Milano 09/07/2007


CONTINUA A LEGGERE >

Rockol - La musica online: news, concerti, artisti, classifiche, vendita biglietti cd dvd musicali