Oi Va Voi @ Salumeria della Musica Milano 18/05/09
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19 mag 2009 - Non avrei scommesso molto sul futuro degli Oi Va Voi, la band londinese emersa cinque anni fa con un disco, “Laughter through tears”, che mescolava in modo inedito e intrigante il trip hop inglese stile Massive Attack/Portishead con il klezmer ebraico, una certa elettronica discreta con la musica balcanica (tutti i componenti originali del gruppo condividevano origini ebree e nell’Est europeo). Troppi cambi di formazione, troppe vicissitudini discografiche. E un seguito, l’omonimo “Oi Va Voi” di due anni fa, così così. Invece il nuovo album “Travelling the face of the globe” ha un suono fresco, acustico e spontaneo, e dal vivo la nuova band non fa rimpiangere le precedenti incarnazioni. Ieri sera alla Salumeria della Musica di Milano si capiva che avevano le briglie tirate, che scalpitavano per concedersi qualche sana galoppata strumentale in più: costretti invece a trotterellare e a condensare lo show (meno di un’ora) per esigenze di “format”, un programma radiofonico live condotto da Ezio Guaitamacchi in diretta per Lifegate Radio. Pazienza, è stata comunque un’esibizione piacevole, vivace e divertente. Sono belli da vedere, innanzitutto: soprattutto le tre ragazze, la nera Bridgette Amofah (voce) in top luccicante, gonna corta a palloncino e gambe chilometriche, la bionda bassista Lucy Shaw nelle retrovie e la spiritata Anna Phoebe al violino, forza motrice del gruppo che ha strappato un plauso ammirato anche al presentatore dopo un energico assolo in coda al classico del gruppo “Refugee”. Per il resto la breve set list è tutta dedicata al disco appena uscito, tra i ritmi baldanzosi di “Travelling the face of the globe” e “Dusty road” e ballate più malinconiche come “Every time” e “Foggy day”. Piace soprattutto l’originalità del loro mix strumentale, quell’impasto esotico di violino, tromba e clarinetto innestato su belle melodie pop e una sensibilità ritmica moderna. La voce flessuosa di Bridgette ha aggiunto una sfumatura soul, la Phoebe ci mette del virtuosismo di impronta classicheggiante, i fiati sapori di barmitzvah e di festa gitana ma anche qualche spruzzata di swing. Intervistato nel corso del programma, il batterista Josh Breslaw ribadisce che gli Oi Va Voi non sono un gruppo klezmer o tradizionalista, piuttosto il prodotto di una città multietnica come Londra. Sono ancora relativamente giovani (i tre membri “anziani”, i sopravvissuti della formazione originale, hanno poco più di trent’anni), con spazio per crescere, tentare strade più coraggiose e maturare idee ancora più originali. Se li godrà al meglio chi andrà a vederli stasera al Circolo degli Artisti di Roma, speriamo tornino presto per un tour vero e proprio. (Alfredo Marziano) Setlist: “Photograph”“Waiting”
“Travelling the face of the globe”
“I know what you are”
“Every time”
“Foggy day”
“Refugee”
“Dusty road”
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