Maximilian Hecker @ La Casa 139 Milano 27/05/09




Maximilian Hecker @ La Casa 139 Milano 27/05/09 28 mag 2009 - Diciamo la verità: da qualche anno a questa parte di Maximilian Hecker si sono un po’ perse le tracce.
La maggior parte di noi si ricorda del cantante tedesco per bellissime e tristissime canzoni risalenti al periodo 2001-2004, stupendi singoli come “Infinite love song”, “Polyester”, “Fool” e “Daylight”. Poi, piano piano, Hecker scivola un po’ nel sottobosco, a causa di vicende discografiche resta senza contratto, punta con successo sul mercato asiatico ed infine torna in Europa accasandosi con una piccola label berlinese pubblicando (a fine marzo) il quinto lavoro “One day”.
Insomma, qualche anno fa al concerto di Maximilian Hecker ci sarebbero state molte più delle 50/70 persone che questa sera si sono presentate alla Casa 139 di Milano per il suo set (e forse qualcuna per quello successivo del danese Peter Broderick degli Efterklang).
Ad ogni modo non tutto il male vien per nuocere, poiché in queste situazioni (sicuramente non gradite ai gestori dei locali e organizzatori) si crea spesso un’atmosfera intima e tranquilla che permette di godersi appieno il concerto.
E diciamolo, Maximilian Hecker (che si alterna tra piano e chitarra acustica) e la sua band (chitarra elettrica, basso, batteria) sanno fare il loro mestiere.
Dapprima vengono sfoderati i brani più malinconici e romantici, con il cantautore berlinese molto bravo a sdrammatizzare il tutto con divertenti siparietti (in questo ricorda un po’ Paolo Benvegnù) e complimenti al pubblico italiano, definito uno dei più attenti durante i concerti (mah!). Si, Maximilian parla spesso di disagio, amori strazianti e incredibili, ma lo fa con una classe veramente sopraffina. La prima parte del concerto si chiude con l’artista solo sul palco, seduto al piano, ad interpretare una splendida versione di “Heroin” dei Velvet Underground (aggiungendo poi che Lou Reed in sogno gli ha detto che l’eroina fa male).
Negli ultimi tre/quattro brani del concerto Hecker e soci sfoderano l’elettricità, le canzoni prendono ancora più forza e dimostrano davvero quanto talento abbia il cantante tedesco. Per restare sulla cresta serve però un costante rinnovamento e forse Maximilian ha peccato un po’ in tal senso.
Piccola e, probabilmente inconsapevole, soddisfazione per Hecker la presenza tra il pubblico di Manuel Agnelli e Giorgio Prette degli Afterhours, Cesare Basile e due Giardini di Mirò.
A mezzanotte e mezza comincia il set del bravo ed etereo Peter Broderick, al quale apre un suo musicista con brani per solo piano: pochi resistono al calar della palpebra…noi compresi. (Ercole Gentile)


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