Maximo Park @ Magazzini Generali Milano 03/06/09




Maximo Park @ Magazzini Generali Milano 03/06/09 04 giu 2009 - Quando suonano in Gran Bretagna i loro concerti sono regolarmente sold-out e le loro performance idolatrate da pubblico e critica.
Nonostante il primo posto raggiunto nelle classifiche di vendite inglesi con il nuovo (buon) lavoro “Quicken the heart”, in Italia l’attesa per l’unica data nazionale dei Maximo Park non è stata di quelle febbricitanti.
C’è un discreto manipolo di sostenitori quando i Magazzini Generali di Milano aprono le porte, ma ben lungi dal far prevedere un tutto esaurito, che infatti non si verificherà.
Da fruitore dell’esibizione posso dire che c’è la quantità giusta di gente per ascoltare decentemente un concerto, ideale per non soffocare e allo stesso tempo per non ritrovarsi a saltare in solitudine sotto il palco.
Dopo l’apertura a suon di indie-rock vecchio stampo dei non irresistibili, seppur discreti, australiani I Heart Hiroshima, verso le 21,45 la band di Newcastle fa il suo ingresso sul palco, con il frontman Paul Smith (che entra qualche attimo dopo) vestito con cappello e camicia ed il tastierista Lukas con un’inquietante maglietta rappresentante un Mickey Mouse senza occhi.
Si comincia con le chitarre graffianti ed i ritmi tirati di “Graffiti”, tratta dal primo album “A certain trigger” e si prosegue con la canzone d’apertura del terzo disco “Wraithlike”.
Smith sul palco sa come muoversi, ha un buon feeling con il pubblico e non disdegna un minimo di dialogo tra un pezzo e l’altro: il resto della band lo segue con precisione.
Il set è incentrato principalmente sui nuovi brani come “The penultimate clinch”, “Calm”, “Let’s get clinical”, “Tanned” e la splendida “The kids are sick again”, ma non mancano episodi tratti dai primi due capitoli come “Going missin’”, “Books from boxes”, “Limassol”, “Our velocity” e la bella “Girls who play guitar”.
La prima parte del set termina in un’ora e, dopo una brevissima pausa, i Maximo sono pronti al rush finale. Si riprende con “That beating heart”, un brano inedito che si dice verrà pubblicato come b-side su uno dei prossimi singoli e si chiude con un annuncio di Paul: “Ora faremo gli ultimi due pezzi: il primo tratto dal nuovo disco, il secondo lo potete indovinare”. Ecco allora “Questing, not coasting”, prossimo singolo e, come tutti avevano intuito, “Apply some pressure”, tormentone dei primi tempi che manda in visibilio il pubblico milanese, sudato e con le braccia al cielo ai piedi di un Paul Smith sempre più sicuro di sé.
Insomma, un buon concerto quello dei Maximo Park, una band che sa come tenere il palco, suona in modo esemplare e conosce il segreto per far muovere le chiappe al pubblico. Prova superata. Poi certo si potrebbe stare qui a parlare di nuovo della pessima acustica dei Magazzini Generali e di quanto sia scandaloso che in quella che viene definita la capitale della musica italiana si debbano ascoltare concerti di buon livello in location simili. Servirà a qualcosa? E soprattutto interesserà a qualcuno? (Ercole Gentile)


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