Calexico @ Villa Arconati Bollate 10/07/09
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11 lug 2009 - Il vento caldo da Tucson arriverà solo con qualche giorno di ritardo, dopo il weekend: quando i Calexico si presentano sul palco di Villa Arconati tira una brezza fresca e umida che fa coprire le spalle alle signore e limita le vendite di birre. Loro, invece, sono in anticipo. Più precisamente, si offrono come backing band al loro nuovo acquisto, il chitarrista spagnolo Depedro, autoconfezionandosi un set d’apertura che sorprende non pochi a metà strada tra il parcheggio e il tendone da expò nautico. Cinque minuti prima dell’orario ufficialmente comunicato da brochure e manifesti ci pensa Joey Burns a fare luce (e a far fare una figura di merda a un tizio che sentenzia ad una tipa che probabilmente voleva essere dovunque meno che lì: “Eh già, questa è una di quelle vecchie, dal primo o secondo album…”) sul fuori programma: “Cinque minuti e torniamo”. E così fanno. La formazione è sempre quella: Convertino troneggia da par suo dietro ai tamburi, Burns si divide tra la classica e l’Airline, Paul Niehaus (uno che viene da Nashville) e Depedro alle sei corde e pedal steel, Volker Zander al basso e Valenzuela e Welk a trombe e tutto il resto. Eccoli, i Calexico.Come direbbe Mike Bongiorno “Fiato alle trombeee !!!”, perché dal vivo è la parte Mexico del nome che la fa da padrone, non disdegnando brani in lingua spagnola.
Fortunatamente non siamo in una cantina al di là del Rio Grande dove la tequila scorre a fiumi ed è fedele compagna di chi vuole divertirsi con il rischio di esagerare e ritrovarsi coinvolto in una scazzottata per il solo fatto di avere allungato occhiatacce piene di bramosia verso la ragazza dell’uomo sbagliato, dico fortunatamente perché il pubblico è caliente ed entusiasta come poche volte accade e partecipa felice con il battimani non appena dal palco partono le note di una nuova canzone. Sul palco i ragazzi sembrano affiatati e hanno l’aria di divertirsi parecchio. Più di una volta si avvicinano l’uno all’orecchio dell’altro a sussurare un qualcosa che genera immediatamente ilarità, per non parlare dei numerosi cenni di intesa durante le esecuzioni. Una festa riuscitissima che, dopo una novantina di minuti – neanche fosse una partita di calcio –, sembra proprio finire, quando Joey annuncia l’esecuzione dell’ultimo pezzo e procede con i saluti. La presentazione della band segue la linea del live e diventa un altro momento sul quale farsi scappare un sorriso; le incitazioni e il batter di mani non risparmiano nessun componente, sia esso spagnolo, messicano, tedesco, dalla Puglia con furore, di Nashville (con altrettanto furore, anche se un po’ mascherato), di non so cosa (mi riferisco al bassista…che sul palco quasi non sembra nemmeno essere uno dei Calexico, se non per la bravura e le scoccate che tira al contrabbasso). Il bis si fa attendere quanto basta, ma per questa versione estiva – rispetto al live invernale al Rolling Stone, dico – la scaletta degli ultimi brani cambia. A discapito della bellissima ed emozionate “He lays in the reins”, tanto amata come bis, sul palco si presenta (tra lo stupore di alcuni, l’arrabbiatura di altri e la gioia dei più), un nuovo compagno di avventure della band di Tucson, Vinicio Capossela. Insieme fanno tre brani: “Polpo d’amor”, presente nella versione italiana di “Carried to dust” dei Calexico, “La faccia della terra” , presente nell’ultimo di Vinicio, e una canzone popolare che coinvolge tutta la band che non sa nemmeno cosa sta suonando, Burns compreso, che ad un certo punto, spinto da non so cosa, si mette a gridare un “Si senor!!!” in puro stile tex-mex.
Il concerto si chiude definitivamente con i soli Calexico sul palco. Il concerto si chiude con una “Crystal frontier” che avrebbe potuto anche andare avanti un’ora, anziché dieci minuti. Il concerto si chiude. Joey, John e compagni salutano. Ma Milano è ancora lì, ad applaudire e ad aspettare il ritorno del vento caldo di Tucson che Castellazzo di Bollate, ahimé, un po’ se lo sogna. (Daniela Calvi – Davide Poliani – Paolo Panzeri)
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I Calexico sono un collettivo di musicisti che orbita attorno alle figure di Joey Burns (basso… leggi tutto >
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