Alessandra Amoroso @ Limelight Milano 08/10/09
09 ott 2009 - E’ facile immaginare i commenti, quando questa recensione comparirà su Facebook e sui social network che “sparano” in giro le varie cose di Rockol. Le solite anime belle che appena vedono un nome che non èabbastanza “cool”, abbastanza indie pontificano, spesso insultano.
Invece Rockol è andato a sentire Alessandra Amoroso. E i motivi sono tanti: perché Alessandra Amoroso è tra gli artisti più venduti e visibili di questo periodo in Italia e – piaccia o no – merita attenzione. Perché la serata del Limelight è un evento interessante: un concerto ripreso in HD e tramesso in diretta in oltre 30 cinema in tutta italia.
I dati diffusi dalla casa discografica parlano di 2.000 biglietti venduti solo nei cinema Warner (una ventina). Esperimento riuscito? Non ci sono termini di paragone per dirlo. Ma questo potrebbe essere
una tipologia di evento che avrà futuro.
Il concerto in sé dice diverse cose del personaggio. In realtà è più simile ad uno spettacolo TV (non a caso la regia è di Roberto Cenci, l’uomo di “Ti lascio una canzone”, di molti programmi di Bonolis,
nonché regista che ha lavorato spesso ad “Amici”). Nel senso che ogni due canzoni entrano sul palco un paio di DJ della radio sponsor, interagiscono con la cantante e sostanzialmente allungano un po’ il
brodo, facendolo arrivare a 70 minuti tra siparietti e canzoni (con i bis che sono davvero dei bis, ovvero seconda esecuzione dei brani più noti).
La Amoroso fa il suo mestiere: arriva visibilmente dimagrita, apparentemente molto intimorita dalla portata dell’evento, ma sicuramente sa stare al suo posto e il palco lo sa tenere. In questo, essere emersa da una trasmissione TV vuol dire qualcosa, spesso (ma non sempre). E, non c’è che dire: la ragazza sa cantare. Rientra in quella categoria di “cantanti a squarciagola” che in Italia ha sempre funzionato, con in più il pregio di saper salire con la propria voce, con “scale” su cui non sbaglia un gradino. Il problema, semmai, è il repertorio, come spesso capita in questi casi. Quando le canzoni funzionano -come “Stupida” o “Immobile” – funziona anche lei. Quando le canzoni sono deboli, è debole anche lei.
Il pubblico – che poi è quello di “Amici”, chiaramente – la sostiene in modo quasi isterico, e meriterebbe una recensione a parte, anche solo per come cerca di accaparrarsi all’uscita la bambolina dello sponsor – una sorta di “action figure” di una ragazzina bionda con i capelli al vento. Ma questa è un’altra storia. Per il resto, chepiaccia o no, la Amoroso è una brava cantante di musica italiana.
Certo, deve ancora crescere, trovare una sua identità. Ma è giovane, e di tempo ne ha.
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