Massive Attack @ Palasharp Milano 07/11/09
08 nov 2009 - Il clima della serata è perfetto. O meglio: piove a dirotto, ma l’atmosfera si rende decisamente ideale per un concerto come quello dei Massive Attack, cupo ed elettronico. Quindi giungere nel palazzetto bagnati fradici diventa meno pesante.La band di Bristol, composta oggi da Robert “3D” Del Naja e Daddy G, è alle prese ormai da anni con la realizzazione del nuovo album, a ben sei di distanza dal precedente “100th window”, firmato dal solo 3D.
Nel mese di ottobre ci fu dato però un assaggio di nuovo materiale con l’EP “Splitting the atom”, quattro brani, convincenti e variegati con usuali ospiti di spessore come Tunde Adebimpe dei Tv On The Radio, Guy Garvey degli Elbow, Horace Andy e Martina Topley Bird. Gli ultimi due li vedremo anche questa sera sul palco, la seconda anche in apertura per cantare le sue canzoni, accompagnata solo da un batterista vestito da ninja.
Sono le 21,40 quando il collettivo sale sul palco: backing band, lo statuario Daddy G, Del Naja (che spesso interagirà con il pubblico in italiano, mostrando le sue origini) e poi nel corso della serata saliranno, come anticipato, il leggendario Horace Andy, Martina Topley Bird e la vocalist soul Deborah Miller.
Si parte con una sfilza di brani nuovi, ben quattro: l’effetto è un po’ spiazzante per il pubblico, ma non si può negare che gli episodi funzionano alla grande. Cupi e lancinanti, sonorità trip-hop che si fanno quasi totalmente electro come nell’intro strumentale di “Bulletproof love” dall’ultimo EP e nelle inedite “Hartcliff star” e “Babel” (la prima cantata da Del Naja e Daddy G, la seconda dalla Topley-Bird), canzoni che vedremo probabilmente sul prossimo album.
Si prosegue con “16 seeter”, rifacimento di un brano del 1974 di Horace Andy chiamato “Girl I love you”: il sound resta deciso e oscuro, nonostante la voce acuta del cantante giamaicano.
Attacco imprevisto quindi, tutto all’insegna novità e notevolmente convincente: le aspettative per il nuovo lavoro si fanno davvero alte a questo punto.
“Risingson” apre il sipario sul repertorio della band, ma è solo un attimo: ecco subito l’inedita “Red light” cantata dalla splendida Martina (in un affascinante vestito rosso), un ritmo inizialmente più tranquillo, che si fa nota dopo nota più veloce e martellante.
Si prosegue con “Future proof” e con quello che resta il più grande successo dei Massive, quella “Teardrop”, qui suonata in versione alternativa (riconosciuta solo dopo qualche nota dal pubblico) e cantata da Martina vestita in una sorta di kimono fiorito, con il quale canta anche la successiva “Psyche”, pezzo sognante e leggero tratto dall’ultimo EP.
“Mezzanine” apre la strada ad una incredibile versione di “Angel” cantata da Andy, un brano trascinato fino alla fine, chitarre a tutto volume e pubblico letteralmente in delirio, così come per la leggendaria “Safe from harm”, tratta dal primo album “Blue lines” del lontano 1991 e qui cantata dalla voce nera di Deborah Miller.
La prima parte del concerto si chiude con una versione potentissima di “Inertia creeps” (a parere di chi scrive uno dei brani più belli della loro discografia) e con il Palasharp che salta e urla.
Il primo encore si apre con l’electro/hip-hop di “Splitting the atom” dall’ultimo omonimo EP, (con Daddy G al microfono, coadiuvato da Martina) e continua con la leggendaria “Unfinished sympathy” cantata sempre dalla Miller e con “Marakesh”, altro splendido inedito, psichedelico e tirato per diversi minuti.
Fuori e dentro di nuovo per una chiusura in grande stile con una versione extralarge di “Karmacoma” e platea ad osannare i loro beniamini.
Due parole a parte per la scenografia, l’usuale schermo orizzontale creato dalla United Visual Artists: l’effetto è sempre emozionante e robotico, vengono lanciati messaggi politici (in questo caso vengono riportati titoli dei giornali che parlano di Berlusconi, della misteriosa morte di Stefano Cucchi, delle discutibili leggi sull’immigrazione del Governo Italiano ecc.) e diffusi dati sugli sprechi e abusi compiuti dalle multinazionali. Tutto sempre efficace ed intelligente, però una domanda mi sorge spontanea: possibile che negli ultimi sei anni (è la stessa scenografia di quando li vidi al Forum di Milano nel 2003 ed al Flippaut nel 2006) nessuno sia stato in grado di creare per loro un effetto altrettanto d’impatto ma allo stesso tempo nuovo? Vabbè, solo un piccolo appunto.
Si, perchè non c’è che dire: gran bella serata. Un concerto in cui si è ballato, riflettuto e soprattutto si è avuta la conferma che i Massive Attack sono ancora in grande, grandissima forma. A questo punto urge l’arrivo del nuovo disco, di nuove emozioni e di nuovi concerti. (Ercole Gentile) SETLIST:
“Bulletproof love”
“Hartcliff star”
“Babel”
“16 seeter”
“Risingson”
“Red light”
“Future proof”
“Teardrop”
“Psyche”
“Mezzanine”
“Angel”
“Safe from harm”
“Inertia creeps” “Splitting the atom”
“Unfinished sympathy”
“Marakesh” “Karmacoma”
… Leggi l'articolo originale …
TAGS: Massive Attack, PalaSharp, Reports
Tutto su Massive Attack
Il gruppo di Bristol è uno dei nomi più influenti e innovativi degli ultimi anni. Assieme ad… leggi tutto >
Il gruppo di Bristol è uno dei nomi più influenti e innovativi degli ultimi anni. Assieme ad… leggi tutto >
COMMENTA QUESTA NOTIZIA













