Hot Chip @ Magazzini Generali Milano 18/03/10
22 mar 2010 - Non si fatica a credere al sold out degli Hot Chip ai Magazzini Generali. Fanno indie elettronica, tanto basta a garantire un’affluenza ed un interesse ben oltre la norma in questo periodo.I Magazzini si riempiono (sopra e sotto) di persone che hanno un gran voglia di ballare e la serata prende immediatamente la piega sperata quando Alexis Taylor (il più acclamato in assoluto) e compagnia prendono posto sul palco verso le nove e quaranta. Quella di Milano è l’ultima data del tour degli Hot Chip prima dell’estate, bene o male tutti si aspettano qualcosina di più che la solita routine. Si attacca con “Hand me down your love” e “Thieves in the night”: le casse pompano a livelli più che accettabili, le prime file reagiscono all’iniezione di elettronica e la quasi totalità dei Magazzini inizia a ballare senza sosta. Fa molto caldo, ma questo non scoraggia i più arditi a tenere il cappuccio delle (coloratissime) felpe ben piazzato in testa. Il prototipo del modaiolo elettro pop prevede più o meno pantaloni a sigaretta, scarpe alla “ritorno al futuro”, occhiali con montatura color pastello e maglietta a righe sotto una giacca con le maniche rimboccate. Esattamente il pubblico del giovedì all’interno del locale milanese.
Gli Hot Chip fanno moda, sono di moda almeno tanto quanto la loro musica. Ecco spiegato il sold out e cotanto entusiasmo: non è altro che il loro momento. Il set prosegue carico per quasi un’ora e venti. Arrivano “One pure thought”, “Brothers” e la bella “One life stand” prima di “Over and over”, il pezzo che fa da spartiacque tra la prima parte del concerto e la seconda, fomentando ancora di più se possibile gli entusiasmi di una platea che le conosce davvero tutte. Per chi non è troppo ferrato con il genere, il concerto non può che essere comunque piacevole ed interessante. Gli Hot Chip funzionano meglio live che su disco, hanno il doppio del carattere e fanno divertire. Il finale prevede “Alley cats”, “Take it in”, “Boy from school” e la bellissima “We have love”, uno dei pezzi più interessanti dell’intero lotto che lancia la volata ad una versione dilatata di “Hold on” per il tripudio generale di tutti i presenti in evidente alterazione alcolica. Poca pausa prima del rientro. Non mancano i saluti di rito da “fine del tour”, ma la band a parte questo non si concede con troppe chiacchiere. Tre pezzi per chiudere. “I feel better” permette di riscaldarsi dopo l’interruzione, “No fit state” invece vince la palma d’oro di migliore pezzo della serata con quel suo crescendo travolgente. Accolta un po’ più freddamente, ma solo perche il “tunz-tunz” è più delicato e il pezzo un pelino più fine. “Ready for the floor” è il classicone che chiude definitivamente il concerto di Milano nel tripudio generale. Tutti contenti, soddisfatti e molto sudati. Come ho già detto vedere gli Hot Chip live è molto interessante, vuoi per la carica inattesa oppure per l’affetto che la gente trasmette in diretta. E’ senza dubbio il loro momento: vedremo quanto dura. (Marco Jeannin)
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Gli Hot Chip nascono nel 2000 dall’incontro tra due ragazzi londinesi di nome Alexis Taylor e Joe… leggi tutto >
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