Fatso Jetson @ Latte Più Brescia 08/04/10



09 apr 2010 - Il tour italiano dei Fatso Jetson, storica band di desert rock, un po’ stoner, un po’ blues, è stato praticamente snobbato da tutti. Mi sono giunte voci di partecipazioni scarsissime alla data romana e un di un quasi “non pervenuti” a quella di Savignano sul Rubicone. Brescia ha fatto un po’ meglio, benché si trattasse di un anonimo giovedì sera estremamente primaverile. Presenti in platea una modesta quantità di affezionati venuti appositamente da fuori città per godere della band di Los Angeles, sufficienti a non mettere in imbarazzo i pochi immancabili nativi (alcuni però evidentemente di passaggio) e chi ha organizzato la data. E viene da dire buon per noi che c’eravamo, perché i quattro Fatso Jetson hanno messo in piedi un set di primissimo livello, sfoderando un sound potente e pieno come pochi. Eccolo allora il concerto che non ti aspetti, quello che meriterebbe ben altre platee per qualità ed intensità. I Fatso calcano le scene dal lontano 1994, alternando alla musica la gestione di un locale, il “Rhythm & Brews”, dove con pizze e compagnia bella i Nostri hanno di che sbarcare il lunario. Una band sui generis dunque, guidata dai due Lalli, Mario e Larry, osannati dai più accaldati come due star d’altri tempi. Questa è gente che ha suonato con Black Flag, Kyuss, Fu Manchu e Queen Of The Stone Age, e che all’alba del 2010 si ritrova ad esibirsi per uno sparuto gruppetto di irriducibili. Ma a quanto pare tanto basta a riempire d’entusiasmo il quattro sul palco: Mario ringrazia calorosamente per l’amore e l’affetto raccolto in questo mini tour italiano che la band aveva in mente da tanto tempo. Come un sogno che si realizza insomma, e a noi non resta che goderne. Un’ora di blues desertico contaminato dalle distorsioni stoner della chitarra di “Marione” Lalli accompagnata dal sax caustico di Vince Meghrouni. Un sound pieno, aggressivo e potente, riff pesanti e batteria di un altro livello pestata duro da Tony Tornay. Quattordici pezzi contando il rientro. Su tutti l’ottima “Orgy porgy”, e poi “Let go”, “Flames for all”, “Too many skulls”, “Rail job” e la conclusiva “Died in california” con cui la band prende congedo nel (piccolo) tripudio generale. Bel concerto insomma, inconcepibilmente passato in sordina. Va bene che il genere non è dei più attuali, ma come si dice, l’ottima musica non passa mai di moda. E questi suonano veramente da Dio. (Marco Jeannin) SETLIST “Here lies…”
“Jet black”
“Archaic volumes”
“Itchy brother”
“Magma”
“Rail job”
“Orgy porgy”
“Let go”
“Flames for all”
“Play dead”
“Bronto”
“Bored Stiff”
“Too many skulls” “Died in California”


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