EMI-Citigroup, si avvicina la resa dei conti
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06 mag 2010 - A poco più di una settimana dalla “resa dei conti” con Citigroup (il 14 maggio Terra Firma deve presentare alla banca un “certificato di ottemperanza” che ne dimostri la capacità di rimborsare il prestito da 3,2 miliardi di sterline), Guy Hands è ancora alla ricerca dei finanziamenti destinati ad assicurare il rispetto delle clausole contrattuali e la permanenza della EMI nell’ambito del suo gruppo. Il suo piano finanziario deve ancora essere approvato formalmente da almeno il 75 % dei 200 investitori di Terra Firma e, secondo le anticipazioni fornite da Bloomberg, prevede una prima iniezione di 105 milioni di sterline in cash destinata a tamponare le falle e a mettere la EMI al sicuro fino al marzo del 2011; un secondo, più consistente, round di finanziamenti da 255 milioni di sterline dovrebbe poi garantire la solvibilità della major fino al momento dell’estinzione del prestito nel 2015. Nel caso in cui Hands non riesca ad assicurarsi la copertura finanziaria dagli investitori di Terra Firma, dovrà rivolgersi al mercato ma con pochissimo tempo a disposizione: se così andranno le cose, è probabile che Citigroup assuma il controllo della EMI. Per rimpinguare le casse della società, il management della major starebbe pensando non solo ad affittare la gestione del catalogo negli Stati Uniti ma anche a vendere la filiale giapponese e l’etichetta di “Christian music” con base a Nashville.
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