Linea 77, '10': 'Un disco corale per uscire dalla gabbia del luogo comune'




Linea 77, '10': 'Un disco corale per uscire dalla gabbia del luogo comune' 04 mag 2010 - "Tutti noi, sotto sotto, vorremo un pogo continuo, sotto il palco, per tutta la vita. Ma lo sappiamo noi, e lo sa anche chi ci viene a vedere e sentire, che non sarebbe giusto": a parlare è Chinaski, chitarrista dei Linea 77, fresco della pubblicazione di "10", album che arriva dopo sedici anni di attività del gruppo torinese. "Un album diverso, profondamente differente dal precendente 'Horror vacui'. Certo, c'è sempre la California, il lavoro di Toby Wright (produttore di spicco della scena nu metal mondiale) dietro al mixer, ma l'approccio è stato diverso. Questa volta non siamo arrivati in studio con le canzoni già pronte, non abbiamo giocato tanto sull'impatto e sulla potenza ma più sul lavoro di bulino su armonia e sovraincisioni". Un lavoro che ha pagato, in termini di resa. "Certo, e ce ne siamo accorti nel corso delle prime date del tour. Questo è un disco più sfaccettato rispetto ai precendenti, che richiede tempo per essere apprezzato: quando, durante i primi concerti, tra un brano di repertorio e l'altro inserivamo qualche canzone nuova, vedevamo il pubblico smettere di pogare e iniziare a osservare. Anzi, a studiarci". Eccolo, lo scarto dal rassicurante "pogo perpetuo". "Sia chiaro, non c'è stata nessuna inversione di tendenza. Però, quando si fa musica da sedici anni, è dura rimanere chiusi in una gabbia, in un luogo comune fatto di pogo e sudore. Essere eclettici, per gli artisti, è tutto: farsi incasellare può anche essere rassicurante, ma spegne vis creativa e ambizioni". Eclettismo che ai Linea non manca di sicuro, dato che la strada del continuo rinnovamento - da parte dell'ensemble di Venaria - non è mai stata abbandonata, e trovate come il duetto con Tiziano Ferro su "Sogni risplendono" sono lì a testimoniarlo: "Non ci preoccupano le critiche degli oltranzisti, quelle ci sono sempre state e sempre ci saranno. Noi continuiamo dritti per la nostra strada, facendo quello che ci piace e quello che ci sentiamo. '10' è il nostro disco più corale, dove l'apporto di ognuno, preso nella sua singolarità, è diventato fondamentale. E' un equilibrio che ha richiesto anni di lavoro su noi stessi, frutto di un'alchimia irripetibile. Oggi siamo molto più aperti al dialogo interno, molto più disponibili gli uni con gli altri: abbiamo una sorta di 'manuale Cencelli' tutto nostro per equilibrare le diverse istanze che emergono in fase compositiva, e questo credo che non faccia altro che bene al risultato finale. Se dovessi utilizzare un'immagine cinematografica per descrivere questo album, potrei dire che '10' è un 'morphing' delle nostre personalità". Un disco completo, ancorché complesso, di un gruppo che da oltre dieci anni tiene alto il nome rock dell'Italia nel mondo. "Anche se", precisa con umiltà Chinaski, "Noi ci siamo limitati a fornire il nostro contributo affinché venisse superato il luogo comune che gli italiani, in musica, si potessero esibire solo con lirica e canzone leggera. Oggi più che mai è vero il contrario, visti i tanti nostri connazionali che si stanno facendo largo oltre i patrii confini. E' semmai la discografia italiana, oggi, ad essere provinciale, autorelegandosi al ruolo classico che vede gli italiani alfieri del bel canto da reality, magari accompagnato da qualche innocuo balletto". Con l'estate alle porte, i Linea hanno una sola cosa in mente: il tour. "Cercheremo di suonare dal vivo il più possibile, per ora abbiamo qualcosa in calendario in giugno ma a breve sarà comunicato l'itinerario completo. '10' non è un disco 'semplice', come dicevo prima, ed è importante che respiri, anche sul palco. Ricordo che quando uscì 'Kid A' dei Radiohead, il disco che segnò la loro 'rottura' col passato, ci misi un po' a metabolizzarlo, ma poi mi conquistò, forse anche più degli altri. Ecco, mi piacerebbe che - a chi ci ascolta - '10' facesse lo stesso effetto...".



TAGS: 10, Chinaski, HORROR VACUI, Linea 77, musica italiana, Radiohead, Tiziano Ferro, Toby Wright

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