EMI: il piano di rilancio prevede disinvestimenti negli Stati Uniti
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21 apr 2010 - Il neopresidente EMI Charles Allen, scrive il Times di Londra, presenterà in settimana il piano di rilancio aziendale che è stato incaricato di redigere dal boss di Terra Firma, Guy Hands. Lo stesso quotidiano londinese riporta le prime indiscrezioni sui contenuti del progetto, anticipando che Allen è convinto di poter incrementare da 200 a 300 milioni di sterline i profitti della società da qui al 2015. La sua ricetta prevede l’affitto quinquennale del catalogo a qualche impresa concorrente negli Stati Uniti (operazione già tentata, e finora fallita per disaccordi sul prezzo) e la quasi totale chiusura delle operazioni Oltreoceano: proprio la EMI America (che questa settimana sfoggia tre album nella Top 5 dei dischi più venduti negli Usa) sarebbe la principale vittima di un nuovo piano di licenziamenti che prevede il taglio di qualche centinaio di posti di lavoro, dopo i 2 mila già eliminati nel corso di un processo di ristrutturazione che ha ridotto i costi di esercizio annuali di 200 milioni di sterline; l’obiettivo è di risparmiarne altri 100. Nel frattempo, il Financial Times scrive che Hands spera di triplicare da 120 a 360 milioni di sterline l’ammontare di denaro che Terra Firma è determinata a iniettare nelle casse della EMI – prima del 14 giugno – per salvarla dall’insolvenza nei confronti del creditore Citigroup. Per raggiungere il “target”, che darebbe respiro alla società fino al 2015, il finanziere inglese ha bisogno di riscuotere l’assenso del 75 % degli investitori.
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