Francesco Baccini: 'Dopo 'Ci devi fare un gol' un nuovo album con Freak Antoni'
24 mar 2010 - E' un fiume in piena, Francesco Baccini, che spedirà domani nei negozi l'antologia "Ci devi fare un gol - Le mie canzoni pià belle", sorta di "best of" completamente riarrangiato ("Ma con molto rispetto per gli originali", specifica lui) impreziosito da "quasi tre inediti", ovvero la nuova "Ci devi fare un gol", il brano "Maschi contro femmine", colonna sonora di un'omonimo lungometraggio che uscirà in autunno, e la cover di "Vedrai vedrai" di Luigi Tenco ("Il mio maestro indiscusso, semmai ci fosse il caso di specificarlo"). Si comincia dal cinema, "la mia amante", come lo chiama lui, contrapposto alla "moglie" musica: "Avevo deciso di staccare un po' dalla mia attività perché la musica mi stava annoiando. Stava diventando un lavoro ripetitivo: album, tour, album, tour. Mi è capitata questa bellissima occasione di lavorare al cinema e mi ci sono buttato a capofitto. Perché la settima arte, alla fine, è quella più completa. Ci sono sia le immagini che la musica. Ho recitato in un bellissimo film di Giuseppe Varlotta, 'Zoé', che ha ricevuto riconoscimenti dall'India alla Francia, passando per Germania e Polonia, che è stato riconosciuto come opera d'essai dal ministero dei Beni Culturali ma che ancora non ha trovato una distribuzione, e poi in un cortometraggio. Ero felicissimo, mi trovavo benissimo a fare l'attore e il compositore di colonne sonore. Tuttavia la musica mi mancava, così ho ricominciato a scrivere. Senza, però, la prospettiva di fare un disco o di cercare una casa discografica. Poi si è fatta avanti la Sugar e il resto è storia". Il brano "Ci devi fare un gol", si capisce, è solo la punta di un iceberg: "La raccolta mi è servita innanzitutto per chiudere un ciclo: è un rendiconto di quello che ho fatto in questi ultimi anni. Perché adesso sono pronto per cominciare da capo, per l'ennesima volta. E vi assicuro che molti rimarranno stupiti". Sulle ragioni dello stupore, Baccini si lascia andare: "In questo periodo sto ascoltando molta musica strana. Band africane che contaminano il jazz con la musica etnica, utilizzando strumenti particolari. E poi un sacco di Web radio americane, che passano tutti questi gruppi interessantissimi che le radio 'istituzionali' non passeranno mai. E poi sta nascendo un sodalizio artistico con un altro pazzo quanto me, che di nome fa Freak Antoni. Con la testa sono già al prossimo disco di inediti: le canzoni le ho già scritte...". Ripartire dal passato per proeittarsi nel futuro, ecco il segreto: "Di recente ho scovato a casa di mia madre vecchi vinili che ascoltavo quando avevo vent'anni, dagli Strawbs a Joe Jackson. Mi sono messo a riascoltarli e ho pensato a quanto fosse incredibile la musica che ascoltavo così tanto tempo fa. E' ancora fresca, attuale. A pensarci bene, le ultime due rivoluzioni musicali, il rap e il punk, hanno ormai trent'anni: cos'è successo dopo?". Crisi creativa generalizzata? "Non proprio: le cose belle ci sono, eccome. Solo che scovarle è diventato difficilissimo. Una volta c'erano le radio libere che facevano confluire l'attenzione di tutti quelli che cercavano qualcosa di diverso su un'unica realtà, quella della musica che oggi definiremmo alternativa. Adesso c'è il Web, che da un lato è fantastico, perché ti permette di scoprire realtà microscopice ma assolutamente meritevoli, ma dall'altro è un pericolo, perché ha creato miriadi di micronicchie che fanno fatica a comunicare tra loro. E non comunicando disperdono le energie". Non sarà tutto colpa del Web? "No, assolutamente. La 'colpa dell'appiattimento', per così dire, è generalizzata. Una volta per emergere dovevi cercare di essere creativo, di trovare la tua strada. E se eri così bravo da imboccarla venivi premiato. Adesso è il contrario: l'originalità è punita. Se non sforni un disco che rispetti certi stilemi e certe sonorità, le radio ti boicottano perché sei 'fuori target'. E se le radio generaliste non ti passano non arrivi al grande pubblico. E se non arrivi al grande pubblico non vendi dischi. E se non vendi dischi devi cambiare attività. Quello dell'omologazione e della ricerca della hit a tutti i costi è un brutto vizio che ci portiamo dietro da quel decennio disgraziato che sono stati gli anni Ottanta. Un decennio che, ad osservare come vanno le cose ancora oggi, è l'unico che dura ormai da trent'anni. E che non sembra aver nessuna intenzione di chiudersi...". TAGS: BEST OF, Ci devi fare un gol, Francesco Baccini, Freak Antoni, Joe Jackson, Luigi Tenco, musica italiana
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Francesco Baccini nasce a Genova il 4 ottobre 1960. Impara a suonare il pianoforte da bambino, e… leggi tutto >
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