EMI prepara un nuovo business plan, Warner sempre più vicina?
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15 mar 2010 - Secondo Peter Lauria del New York Post, le inattese dimissioni di Elio Leoni Sceti dalla EMI sarebbero imputabili, almeno in parte, allo scarso gradimento riscosso dal suo business plan di salvataggio ai piani alti dell’azienda: in particolare, il manager italiano avrebbe trovato forte opposizione da parte del responsabile finanziario per il Nord America Colin Finkelstein e dei due chief operating officer Ron Werre e David Kassler, poco propensi a sottoscrivere un piano di intervento che prevedeva sostanziosi tagli ai loro reparti. Queste difficoltà, aggiunte alle crescenti frizioni con il boss di Terra Firma Guy Hands, avrebbero convinto Leoni Sceti del fatto che, nelle parole di una fonte anonima interna alla EMI, “il music business non era fatto per lui”. Dopo la sua uscita di scena (effettiva dal 31 marzo), tocca ora proprio a Werre e a Kassler, insieme al cfo Shane Naughton e ad Ernesto Schmitt (responsabile catalogo e central marketing), il compito di redigere un business plan alternativo capace di convincere gli investitori di Terra Firma a finanziare con altro capitale la società. A coordinare il progetto è il nuovo presidente esecutivo Charles Allen: e il fatto che non sia prevista la nomina di un nuovo amministratore delegato, secondo un osservatore sentito dal Post, significherebbe proprio che l’obiettivo ultimo dell’operazione consiste nella vendita della casa discografica al concorrente Warner Music.
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