Diane Birch: 'In 'Bible belt' sono racchiuse le istantanee della mia vita'
12 mar 2010 - Uscirà il prossimo 16 aprile "Bible belt", disco d'esordio di Diane Birch. L'album contiene tredici brani tra i quali il singolo " Nothing but a miracle", nei negozi di dischi dallo scorso mese. "Ho deciso di intitolare il mio album 'Bilble belt' perché sono molto religiosa, mio padre è un sacerdote della chiesa protestante, sono cresciuta nella fede ed è una cosa che mi appartiene, non può essere scissa da ciò che sono io. 'Bible belt' indica anche il luogo da cui provengo, il Michigan, nonostante abbia passato gran parte della mia infanzia in Zimbawe, ci siamo trasferiti negli Stati Uniti quando avevo cinque anni. Questo disco è una sorta di album fotografico, una raccolta di istantantanee di momenti importanti della mia vita. 'Nothing but a miracle', ad esempio, parla dell'attimo in cui ti ritrovi in una storia d'amore e ti accorgi che i sentimenti non ci sono più. Entri in un circolo dal quale non riesci più ad uscire, non riesci a lasciare quella persona, non ti senti più te stessa e piangi fino a consumare tutto il trucco che hai sul viso. Mi sono trovata in quella situazione e spero di non viverla mai più. Se invece dovessi scegliere un brano che mi rappresenta direi 'Magic view', che parla del mio trasferimento a New York, dell'atmosfera che vivi quando ti trasferisci in una città fantastica con l'amore al tuo fianco. E' una canzone davvero romantica e mi identifico in pieno", afferma la cantante. La Birch non aveva tra i suoi progetti la carriera musicale, è stato il destino ad aprirle questa strada: "Non ho mai pensato di fare la cantautrice, è capitato. Da piccola prendevo lezioni di piano per volere di mia madre, quando mi sono trasferita a New York ho cominciato con il conto e mi sono messa a comporre. E' successo tutto in modo molto naturale. Ho sempre ascoltato musica da bambina, specialmente i grandi classici. Se devo essere sincera non mi identifico in nessun artista in particolare, ma sono ispirata da molti cantanti come da John Lennon, Burt Bacharach, Paul McCartney, Nina Simone, Patti Smith e Kate Bush: anche Michael Jackson è stato fondamentale per me, un grande cantante e un gran professionista. Prendo un po' da tutti i generi che mi piacciono per ispirarmi. Ad essere sincera mi piacerebbe collaborare con vari artisti, non con qualcuno in particolare. Non escluderei a priori un sodalizio artistico con un rapper, adoro i beat, o con un dj, amo la musica dance. Non precludo niente, ogni genere musicale ha da offrire qualcosa". Per quanto riguarda la dmensione live, Diane gradisce molto il contatto con il pubblico e l'atmosfera intima che si crea durante i suoi concerti: "Suonare dal vivo è eccitante perché posso rendermi conto delle reazioni del pubblico in tempo reale, quando le persone ascoltano l'album a casa non posso sapere cosa provano. E' bello poter guardare negli occhi il mio pubblico, riconoscerne i volti, vederne i sorrisi quando suoni. Nei pezzi più ritmici poi ho la possibilità di scuotre i miei capelli mentre sono al piano. Suonare dal vivo mi regala bellissime emozioni davvero", conclude l'artista. Guarda su Music Videos l'intervista a Diane Birch.
TAGS: Magic view, Nothing but a miracle, Bible Belt, Diane Birch, Michigan, pop/rock, religione
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Diane Birch nasce il 24 gennaio 1983 nel Michigan. Figlia di un pastore avventista, passa i primi… leggi tutto >
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