Francia, Warner abbandona il sito di streaming gratuito Jiwa
19 feb 2010 -
Edgar Bronfman Jr. è stato di parola. Qualche giorno fa, commentando i dati di bilancio trimestrale di Warner Music, aveva anticipato che la società non avrebbe più fornito il suo repertorio ai servizi di streaming gratuito (con l’eccezione, pare, di
Spotify), ritenendo poco redditizio il modello di business basato sulla spartizione dei proventi pubblicitari: puntuale (anche se non correlata, secondo i portavoce della major) arriva ora la notizia del ritiro del suo catalogo dalla piattaforma francese Jiwa. La major americana, come ha spiegato al sito
Billboard.biz il cofondatore della Web company transalpina Jean-Marc Pfuegler, non ha voluto rinnovare il contratto di licenza scaduto lo scorso mese di dicembre. Il motivo contingente è rappresentato da un ritardo nel pagamento delle royalty (ottenuto solo grazie a un’ingiunzione del tribunale) ma, secondo Pfuegler, la casa discografica “ne ha approfittato per porre fine al rapporto. Warner International è in guerra con il modello di streaming finanziato dalla pubblicità”. Il servizio Jiwa è stato lanciato nel marzo del 2008, e finora contava sulla collaborazione di tutte e quattro le major discografiche. Nell’intervista a Billboard.biz, Pfuegler spiega che il fatturato 2009 dell’impresa è stato di 300 mila euro, a fronte di anticipi di 400 mila euro a Sony Music, di 250 mila euro alla EMI, di 180 mila euro a Universal e di 100 mila euro a Warner (i primi tre relativi a un anno di collaborazione, l’ultimo a un anno e mezzo). “Come tutte le piattaforme di musica digitale in Francia, perdiamo denaro!”, ha concluso l’imprenditore francese, che ha invitato i suoi clienti ad effettuare donazioni sul sito.
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