Hands (Terra Firma) ammette: oggi la EMI vale la metà di quel che l'ha pagata
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16 feb 2010 - Dalle memorie depositate in tribunale per la causa che oppone Terra Firma a Citigroup, riportano diverse fonti internazionali tra cui il Financial Times e Digital Music News, emergono informazioni interessanti e rivelatrici sullo stato e le prospettive della EMI. Si viene a sapere, in particolare, che Guy Hands, ad di Terra Firma, aveva proposto già lo scorso novembre una separazione dei due rami aziendali, casa discografica e società di edizioni musicali, come condizione essenziale al recupero della redditività (e magari alla vendita di una delle due società): Citigroup, che della EMI è il maggiore creditore, ha tuttavia bocciato l’idea. Le attuali valutazioni di Hands attribuiscono a EMI Music Publishing un valore di 1,46 miliardi di sterline e alla casa discografica EMI Music una quotazione inferiore agli 800 milioni di sterline: in pratica il finanziere inglese ammette che la società vale oggi 2 miliardi di sterline in meno di quanto l’aveva pagata nel 2007 (4,2 miliardi di sterline). Intanto, i danni di immagine e le tensioni conseguenti al conflitto con Citigroup preoccupano anche l’ad della EMI Elio Leoni Sceti: “Non solo gli artisti e i loro manager si mostrano ansiosi”, si legge in un messaggio inviato dal manager italiano al boss di Terra Firma e diventato di pubblico dominio, “ma il morale all’interno della società ha toccato il fondo”.
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